“Ragazzi, siate pietre vive nella grande costruzione della Chiesa”
"Quando siamo fragili – ricorda don Antonio Allegritti, coordinatore don Antonio Allegritti -, possiamo camminare con il nostro passo, perché c'è sicuramente qualcuno che cammina con noi. Non dobbiamo correre per forza, possiamo portare avanti il nostro passo e sicuramente c'è un altro, un fratello, una sorella, un amico, che camminerà con noi"
L'arcivescovo Valentinetti pronuncia l'omelia della santa messa
È stata una grande giornata di festa, in preparazione alla Giornata mondiale della gioventù di Seul (Corea del Sud) che si svolgerà dal 3 all’8 agosto 2027, il Pellegrinaggio regionale di 327 giovani d’Abruzzo e Molise verso San Nunzio Sulprizio, dal tema “frAGILI. Maneggiare con cura”, che ha avuto luogo sabato 2 maggio nel santuario omonimo di Pescosansonesco (Pescara) con l’organizzazione della Pastorale giovanile delle Chiese d’Abruzzo e Molise in collaborazione con quella diocesana di Pescara-Penne.

La grandezza dell’evento ha coinvolto anche i comuni di Torre de’ Passeri, dal quale i giovani sono partiti poco dopo le 10 per un pellegrinaggio a piedi intervallato da riflessioni e attività pratiche sul tema di giornata (con tanti riferimenti alla vita del giovane santo pescarese) – animate dalla Pastorale giovanile diocesana di Pescara-Penne attraverso l’emittente della radio diocesana pescarese Radio Speranza InBlu – e di Castiglione a Casauria, che a metà percorso ha ospitato la sosta dei giovani facendo trovare loro un ricco buffet, organizzato dall’amministrazione comunale, per rifocillarli al meglio.

I due sindaci, rispettivamente Giovanni Mancini e Biagio Piero Petrilli, sono stati entusiasti di partecipare all’evento unendosi al giubilo del collega di Pescosansonesco Nunzio Di Donato: «È veramente meraviglioso – commenta il primo cittadino – il fatto che tanta gioventù sia attenta alle gesta del nostro santo e questo è una speranza per il futuro. Mi auguro che alla prossima occasione siano ancora più numerosi. Noi siamo pronti ad accoglierli».

All’arrivo, presso il Santuario di San Nunzio, i giovani hanno consumato il pranzo al sacco e poi hanno condiviso un momento di festa a cura dei cori delle diocesi di Avezzano e L’Aquila. Alle 16.30 il pellegrinaggio dei giovani abruzzesi e molisani ha toccato il culmine con la santa messa, presieduta nel Santuario dall’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti e concelebrata dal vescovo di Sulmona-Valva e delegato Ceam alla Pastorale giovanile monsignor Michele Fusco.

Nell’omelia, l’arcivescovo Valentinetti ha esordito riprendendo il Vangelo al centro della quinta domenica di Pasqua: «Protagonisti della pagina evangelica che abbiamo proclamato – ricostruisce il presule – sono fondamentalmente tre. Innanzitutto Gesù, che nei discorsi di addio con i suoi discepoli manifesta la sua dedizione totale nei loro confronti, ma anche la sua identificazione con l’opera del Padre. Gesù vive uno sprazzo di grande tenerezza in questo brano evangelico: “Non sia turbato il vostro cuore, abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me, perché nella casa del Padre mio vi sono molte dimore”. Il senso di un’appartenenza dei discepoli a Gesù. Ma noi scopriamo ogni tanto l’intimità di Gesù? Scopriamo ogni tanto che Lui è presente nella nostra vita e che comunque ci assiste nel momento in cui dobbiamo rimetterci totalmente nelle sue mani a fare la sua volontà? Il secondo protagonista di questa pagina evangelica è Tommaso, che gli dice: “Non sappiamo dove vai, come possiamo conoscere la via?”. E Gesù proclama quella bellissima parola: “Io sono la via, la verità e la vita”. La storia di Tommaso è una storia multiforme. Al capitolo decimo, dopo la risurrezione di Lazzaro, Gesù fa un discorso in cui paventa la sua fine, purtroppo come sacrificio, e Tommaso dice agli altri discepoli “Andiamo anche noi a morire con Lui”. Poi, dopo questo slancio d’amore nei confronti del Signore, in questo brano evangelico, Tommaso proclama la sua iniziale incredulità: “Non sappiamo dove vai, come possiamo conoscere la via?”. Tommaso, alla fine, nel capitolo 20 del Vangelo di Giovanni, si manifesta come colui che chiede una fede cristallina per poter aderire totalmente alla grazia di Dio».

Da qui la domanda che l’arcivescovo di Pescara-Penne ha posto ai giovani presenti: «Noi, cari fratelli, care sorelle, carissimi giovani – interroga -, siamo capaci di metterci sulla stessa strada di Gesù? Siamo capaci di essere pronti a seguirlo? Disse Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita”. Noi seguiamo Lui che è la verità e “nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. Il terzo protagonista di questa pagina evangelica è Filippo, anche lui molto incerto, molto titubante… “Signore, mostraci il Padre e ci basta”. “E da tanto tempo sono con voi e tu mi hai conosciuto! Filippo, chi ha visto me ha visto il Padre“. Questa è l’identificazione di Gesù con il Padre, ma soprattutto la spiegazione di Dio nel suo essere umanamente un uomo pieno e completo, che vuole soprattutto far passare la fede attraverso la sua umanità… “In verità, in verità vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi, perché io vado al Padre”. Ma Gesù, secondo il Vangelo di Giovanni, al capitolo primo, al versetto 18 dice: “Nessuno mai ha visto Dio, il figlio unigenito che è nel seno del Padre, Lui mi ha fatto la spiegazione. Ma quest’ultima passa attraverso l’umanità di Gesù. Passa attraverso la sua via, la sua verità, la sua vita, che sono stati tracciati dentro la sua umanità. E soprattutto Filippo ascolta le parole che io vi dico, non le dico da me stesso, ma “il Padre che rimane in me compie le sue opere”. Ecco, dobbiamo credere all’umanità di Gesù, perché l’umanità di Gesù ci ha spiegato chi è Dio. Penso alla misericordia, penso al buon ladrone quando sulla croce chiede di ricordarsi di Lui nel giorno del paradiso e Gesù, nonostante che fosse un malfattore che glielo chiedeva, risponde “Oggi sarai con me in paradiso”».

Da qui il messaggio finale per i giovani abruzzesi e molisani: «Bene, carissimi ragazzi – invita monsignor Tommaso Valentinetti -, è ora di metterci in cammino. È ora di diventare anche noi una pietra angolare, rifiutata dagli uomini molte volte, perché la testimonianza cristiana non è facile, ma scelta e preziosa davanti a Dio. Quali pietre vive, siete costituiti anche voi come edificio spirituale. E che bello vedervi tutti riuniti dell’Abruzzo e del Molise, insieme ai vostri delegati, al vescovo delegato della Conferenza episcopale (monsignor Michele Fusco), che ringrazio di aver vissuto questa giornata con voi, perché siate pietre vive dentro la grande costruzione della Chiesa, in ascolto dell’avvento degli ultimi giorni. E poi l’altra parola che mi suggerisce la Parola di Dio è trovare la possibilità di servire. Vengono nominati 7 diaconi perché siano servitori. E sicuramente i servitori non sono più del Maestro. Così come loro hanno servito Gesù e così come hanno servito gli apostoli, anche noi siamo chiamati a metterci al servizio della Chiesa e dell’avvento del Regno. Amen».

Poco dopo, introducendo la preghiera del Padre nostro, l’arcivescovo Valentinetti ha espresso un ulteriore auspicio: «Abbiamo scoperto in questa giornata che siamo fragili – osserva -, ma al di là del significato della parola riguardante cose che si possono disfare, si possono rompere, la fragilità è che ognuno di noi è veramente un dono prezioso. Dio ci fa dono della sua paternità e noi rispondiamo a Lui, considerando che ogni fratello, ogni sorella, è un dono che viene dal Signore».

Al termine della santa messa,mentre la croce della Gmg veniva fissata sul muro del Santuario, è stato quindi rivolto ufficialmente l’invito ai giovani di abruzzesi e molisani di partecipare alla Giornata mondiale della gioventù 2027 di Seul. A farlo, tra l’altro,è stato proprio un giovane coreano in vacanza-studio a Pescara, Francesco Lee. D’altra parte, in Corea del sud, l’11% della popolazione è cattolica. Dunque, quest’ultima è una minoranza che però vive con grande serietà e partecipazione la propria appartenenza alla Chiesa: «Se vieni in Corea – afferma il giovane –si sente il “jeong” che è molto più della semplice gentilezza. È un legame umano profondo in un mondo pieno di individualismo. La Corea vi farà scoprire la gioia di camminare insieme. Vedrete anche come il rispetto per l’ambiente sia diventato la nostra vita quotidiana.Sarà bellissimo vedere come una fede antica diventi moderna e dinamica. Spero di vedervi l’anno prossimo in Corea con tanta gioia».

E in attesa di capire quanti giovani potranno partecipare alla Gmg il prossimo anno, quelli presenti a Pescosansonesco sabato si sono goduti a pieno la giornata: «Mi sono divertito tantissimo – racconta Simone, giovanissimo di Azione cattolica della parrocchia della Beata Vergine Maria delle Grazie di Torre de’ Passeri – e penso che questa sia un’esperienza da fare ogni anno, perché trasmette tanto. Oggi è stato bello vedere tutti questi ragazzi che hanno ammesso di essere fragili e agili e, come me,siamo stati tutti qui a cantare e pregare». È dello stesso avviso Leandro,scout della diocesi di Avezzano: «È stato bello ascoltare le testimonianze di altri ragazzi – racconta il giovane -. D’altra parte, tutti abbiamo delle fragilità, però possiamo sempre crescere e migliorare».

Al termine della giornata è stata la merenda, preparata dalla comunità locale di Pescosansonesco, oltre alla musica di un dj set a salutare i giovani in partenza verso le loro diocesi e parrocchie di provenienza. Prima di ripartire l’Istituto superiore di Scienze religiose “Giuseppe Toniolo” di Pescara, partner dell’evento, ha donato ad ogni partecipante un taccuino e una penna come gadget ufficiale dell’evento. Intanto la Pastorale giovanile diocesana di Pescara-Penne, tracciando un primo bilancio della giornata, si ritiene soddisfatta: «Abbiamo visto giovani entusiasti – sottolinea il direttore don Domenico Di Pietropaolo -, che hanno riportato a casa un messaggio importante. Una cosa che mi ha colpito molto è l’entusiasmo di questi ragazzi di questa nuova generazione.Non sono stati tantissimi, perché forse in passato noi eravamo abituati veramente alle folle,però questa rappresentanza di giovani cristiani, chiamiamoli proprio per nome, è stata veramente entusiasta dell’esprimere la fede e noi l’abbiamo avvertito tantissimo.Chiaramente oggi il mondo dell’adolescenza, della giovinezza, è legato molto a questo aspetto della fragilità. Le nuove generazioni sono molto fragili e per questo motivo c’è bisogno di persone che accompagnino questi giovani soprattutto nei momenti di smarrimento. Mi riferisco, in modo particolare,alla Chiesa a tutto ciò che è legato al mondo dell’educazione, educatori, catechisti, capi scout, ad ognuno che ha veramente un compito educativo».

Ora l’obiettivo è organizzare al meglio una spedizione di giovani che possa recarsi alla Gmg di Seul: «Ad agosto – annuncia il presbitero pescarese – insieme a monsignor Fusco e a don Antonio Allegritti, pensavamo di andare a fare un sopralluogo in Corea del sud, per renderci conto anche di qualche diocesi per un realizzare un gemellaggio lì vicino per la nostra ospitalità. È chiaro che, visto il costo economico, non sarà così semplice organizzare questo viaggio, ma per questo uniremo le forze a livello regionale. Le Chiese diocesane devono farsi forza l’un l’altra insieme ai nostri vescovi».

E anche la Pastorale giovanile delle Chiese d’Abruzzo e Molise riparte al meglio da questo pellegrinaggio regionale: «Quando siamo fragili – ricorda il coordinatore don Antonio Allegritti -, possiamo camminare con il nostro passo, perché c’è sicuramente qualcuno che cammina con noi. Non dobbiamo correre per forza, possiamo portare avanti il nostro passo e sicuramente c’è un altro, un fratello, una sorella, un amico, che camminerà con noi. C’è un passo del Vangelo in cui, quando Gesù scompare, a dire il vero due discepoli si dicono: “Ma non ci ardeva il cuore mentre camminava con noi?” Ed ora, dopo questa giornata, anche noi ci diciamo: “Ma non ci ardeva forse il cuore mentre camminavamo insieme, perché c’era Gesù che camminava con noi?”. Ora aspettiamo i nostri ragazzi a Seul. Dietro ogni linea di arrivo si nasconde una linea di partenza. Quello che abbiamo vissuto oggi è stato un punto di partenza verso Seul,quindi facciamo strada insieme».





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