"La vera sfida, per essere figli del Padre e costruire un mondo di fratelli – conclude Papa Francesco -, è imparare ad amare tutti, anche il nemico. Ciò, in realtà, significa scegliere di non avere nemici, di non vedere nell’altro un ostacolo da superare, ma un fratello e una sorella da amare. Amare il nemico è portare in terra il riflesso del Cielo, è far discendere sul mondo lo sguardo e il cuore del Padre, che non fa distinzioni, non discrimina, ma “fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti”
"Saranno bei momenti – conclude don Luca Di Domizio – nei quali vivere esperienze di comunione e condivisione, camminando per le vie di questi luoghi che visiteremo. Saranno due belle esperienze comunitarie, da vivere anche nell'ottica di questa nuova speranza che il Giubileo ci chiede di riscoprire e incarnare. Una speranza che si concretizzerà anche nella bellezza dello stare insieme"
"E poi il tributo di morte e distruzione che patiscono inermi e innocenti - osserva il monaco -, è davvero qualcosa che ci dovrebbe far arrossire e vergognare, anche perché i nostri governi hanno mostrato di essere incapaci di dire una parola forte e hanno preferito una via silente di una neutralità, che è sempre una complicità"
"La cultura dell’incontro e della pace nel Mediterraneo - sottolinea il cardinale Gualtiero Bassetti - non è un buon proposito per ingenui, ma l’unica possibilità realistica di benessere e prosperità dei nostri popoli, l’unica via che ne assicura realmente la sopravvivenza", aggiunge traendo spunto dal pensiero di Giorgio La Pira
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