"Come avete notato molto spesso nelle messe - sottolinea l'arcivescovo Valentinetti -, quando facciamo memoria dei santi patroni, molti sacerdoti mettono anche il nome di San Nunzio. Per cui sono addivenuto all'idea che il prossimo 11 Maggio, in occasione della riunione del Consiglio presbiterale (l’organismo che deve dare pareri al vescovo sull'opportunità o meno di procedere su decisioni), vorrei proporre perché possa introdurre alla Congregazione delle cause dei santi la domanda per far proclamare San Nunzio patrono principale dell'Arcidiocesi di Pescara-Penne, insieme a San Cetteo e a San Massimo"
"Ogni tappa della vita – ricorda il Pontefice - è un tempo per credere, sperare e amare. Questo appello a vivere la Quaresima come percorso di conversione, preghiera e condivisione dei nostri beni, ci aiuti a rivisitare, nella nostra memoria comunitaria e personale, la fede che viene da Cristo vivo, la speranza animata dal soffio dello Spirito e l’amore la cui fonte inesauribile è il cuore misericordioso del Padre"
"La nostra riflessione sul cammino sinodale – sottolinea Bassetti - si fonda sul nuovo umanesimo in Cristo Gesù, tratteggiato al Convegno di Firenze, e sulla realtà attuale, che parla di sofferenza, smarrimento, rabbia e angoscia per il futuro"
"Non dobbiamo arrenderci - sottolinea Papa Francesco - all’idea di dover applicare questo sistema, che è anche di sicurezza, a tutta la nostra vita, alla vita della famiglia, della città, della società, e tanto meno alla vita della Chiesa. Sarebbe terribile! Una Chiesa inospitale, così come una famiglia rinchiusa su sé stessa, mortifica il Vangelo e inaridisce il mondo"
1 Comment on Omelie in web – VII domenica del Tempo Ordinario
Si dice spesso: Quando si ha la salute, si ha tutto! Era quello che tutti s’aspettavano, nel vangelo di oggi, presentando il paralitico a Gesù perché lo guarisse. Gesù lo fa: “Alzati, prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua”. Ma non prima d’aver richiamato un’altra malattia e liberato il cuore da un male più profondo: “Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati”. La guarigione del corpo diviene allora segno della sua autorità divina e della liberazione dal male radicale che è il peccato. Sottolineamo appunto oggi l’identità divina di Gesù e lo specifico della sua missione tra noi.
Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati
Si dice spesso: Quando si ha la salute, si ha tutto! Era quello che tutti s’aspettavano, nel vangelo di oggi, presentando il paralitico a Gesù perché lo guarisse. Gesù lo fa: “Alzati, prendi il tuo lettuccio e va’ a casa tua”. Ma non prima d’aver richiamato un’altra malattia e liberato il cuore da un male più profondo: “Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati”. La guarigione del corpo diviene allora segno della sua autorità divina e della liberazione dal male radicale che è il peccato. Sottolineamo appunto oggi l’identità divina di Gesù e lo specifico della sua missione tra noi.