"Il numero più attendibile - spiega l'esperto Lorenzo Vidino - di combattenti italiani è di 53. Si tratta di persone dal profilo piuttosto eterogeneo che appartengono a due gruppi: i siriani residenti in Italia e alcuni italiani, tra quelli di seconda generazione e i convertiti"
"Una solida preparazione nell’ambito religioso - ricorda la Cei - consente di apprezzare il mondo guardando oltre le apparenze, di non accontentarsi delle cose materiali puntando piuttosto a quelle spirituali, di confutare le false superstizioni escludendo ogni forma di violenza in nome di Dio, di allenarsi al dialogo sempre rispettoso dell’altro, di formare una coscienza matura imparando a crescere tenendo conto degli altri e soprattutto dei più deboli"
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