"Il documento, pur tra tante fatiche - sottolinea monsignor Castellucci -, riporta la realtà di oltre duecento Chiese locali, con tutte le loro articolazioni, impegnate a vivere e trasmettere speranza e pace: spesso senza farsi notare, senza "fare notizia", ma sempre con tenacia e cura evangelica"
"Il Signore Gesù ci ha detto che noi dobbiamo evangelizzare i poveri, dobbiamo dare loro il segno della carità, ma anche il segno della Parola di Dio e del Vangelo"
"Quello che l’attualità ci sta chiedendo di affrontare, senza ulteriori ritardi o esitazioni – affermano i vescovi -, è una transizione verso un modello capace di coniugare la creazione di valore economico con la dignità del lavoro e la soluzione dei problemi ambientali"
"La lotta alla mafia – conclude don Luigi Ciotti - non si arresta con Matteo Messina Denaro, perché l’ultima mafia è sempre la penultima, perché il codice genetico della mafia affida alla sua creatura un imperativo primario: quello di sopravvivere. Ce n’è un’altra infatti che cova, ha sempre covato. Nei cambiamenti storici che sono avvenuti, ci sono sempre delle ceneri che ardono sotto. Dunque esultiamo pure per la cattura di Messina Denaro, ma nella consapevolezza che l’arresto di oggi non è la conclusione, ma la continuità di un lungo percorso, di una lotta per sconfiggere le mafie fuori e dentro di noi"
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