La via della minorità: il clero d’Abruzzo e Molise a convegno per riscoprire un ministero “in uscita”
Vaticano, 21 marzo 2025: predica per la Quaresima di padre Roberto Pasolini nell'Aula Paolo VI - (Foto Calvarese/SIR)
In un frangente ecclesiale in cui la tentazione dell’autoreferenzialità e le sotterranee derive del clericalismo rischiano costantemente di opacizzare la bellezza del ministero ordinato, la via maestra per ritrovare l’essenza del sacerdozio sembra tracciata non dalla riaffermazione di antiche prerogative, bensì dal coraggio della spogliazione. È attorno a questa esigente e profetica intuizione che si snoderà il Ritiro Regionale del Clero, promosso dalla Conferenza Episcopale Abruzzese Molisana e in programma per il prossimo 27 ottobre 2026 a Lanciano.
Ospitato negli ampi spazi del Polo fieristico d’Abruzzo (Lancianofiera), l’appuntamento pone al centro della riflessione un tema di bruciante attualità pastorale, splendidamente sintetizzato nel titolo: “Presbiteri in uscita. La via della minorità francescana“. Ad accompagnare i sacerdoti della nostra Diocesi di Sulmona-Valva, unitamente ai confratelli delle Chiese sorelle, sarà una voce teologica e spirituale di altissimo profilo: fra Roberto Pasolini, Predicatore della Casa Pontificia.

Assumere la “minorità” quale grammatica del ministero non asseconda una mera suggestione pauperistica o romantica, ma costituisce un vertiginoso richiamo cristologico. Scegliere di farsi “minori”, ricalcando le orme del Poverello d’Assisi, esige che il presbitero abdichi alle logiche mondane del prestigio per abitare le pieghe più vulnerabili del territorio. Significa rinunciare a trincerarsi dietro la sacralità del ruolo per farsi prossimo disarmato, compagno di strada e tessitore di speranza. Un presbitero “in uscita”, infatti, non è colui che moltiplica le proprie iniziative, ma colui che si svuota per fare spazio all’agire dello Spirito e all’ascolto del Popolo di Dio.
L’architettura della giornata, ben lontana dall’esaurirsi in un formale simposio accademico, è stata sapientemente scandita per favorire un respiro contemplativo e sinodale. Dopo l’accoglienza e gli arrivi previsti per le ore 9:30, i lavori entreranno nel vivo alle 10:00 con la preghiera e la meditazione curata da fra Roberto Pasolini. A testimonianza di come l’agire pastorale debba sempre germogliare dal silenzio, dopo una breve pausa alle 10:50, i sacerdoti sosteranno, alle 11:15, in Adorazione.
Tuttavia, la vocazione alla minorità si verifica nell’incontro con l’altro. Per tale ragione, dalle 11:40 alle 12:30, i partecipanti vivranno un prezioso tempo di condivisione nei gruppi: un’officina spirituale in cui spezzare non solo la Parola, ma anche le fatiche, i dubbi e le gioie del vissuto quotidiano. Le risonanze di questo confronto confluiranno nel ritrovo in assemblea fissato per le 12:50, nuovamente sotto la guida saggia di fra Pasolini, per poi suggellare la comunione fraterna con il pranzo delle 13:30.





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