"Abbiamo voluto proporre questo tipo di esperienza - premette don Domenico Di Pietropaolo, direttore dell’ufficio diocesano di Pastorale Giovanile -, perché il pellegrinaggio è il cammino percorso da ognuno per dare un senso alla propria vita e serve a comprendere ciò che il Signore ci mette nel cuore, oltre che per metterci in gioco con le eventuali difficoltà che possiamo incontrare"
"Tutti gli esercizi penitenziali quaresimali che chiaramente mettiamo in atto - spiega l'arcivescovo Valentinetti - e che il Vangelo ci ha indicato – il digiuno, la preghiera, l’elemosina – non sono alchimie di perfezionismo interiore o esteriore, ma sono essenzialmente la possibilità che finalmente Dio ci tocchi, che finalmente Dio arrivi a noi, che finalmente Colui che non aveva conosciuto peccato – afferma sempre San Paolo – è venuto ad immedesimarsi nel nostro stesso peccato"