"Accogliere la vita - esorta l'arcivescovo Valentinetti -, custodire la vita, accompagnare la vita. La vita di quelli che molte volte bussano alle porte della nostra patria, perché anche quelle sono vite che si devono accompagnare e custodire. La vita di quanti vivono un’esperienza di disabilità e accompagnarli, magari con molto disinteresse e senza pretendere che ci siano guadagni su quell’accompagnamento"
"La festa riprende quota man mano – sottolinea il parroco, Padre Carlo Mattei -, senza quei limiti che per due anni sono stati abbastanza stringenti non permettendo d'incontrarci, perché in fondo la festa di Sant'Andrea è sempre stata un momento d'incontro in cui stare un po’ insieme, fare famiglia e creare quel senso di comunità soprattutto allargata. Quest'anno, in modo particolare, ci tenevamo a sottolineare anche il percorso che stiamo facendo, proprio con l'aiuto e il sostegno anche del nostro Santo patrono, in questa Chiesa nell’ambito del cammino sinodale. Tutto questo per costruire sempre di più questo senso di famiglia"
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