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La Pastorale Giovanile compie 20 anni

Ieri, domenica delle Palme, il Servizio nazionale di Pastorale Giovanile ha compiuto 20 anni celebrati dal ricordo dei suoi responsabili

Ieri 24 marzo, domenica delle Palme, il Servizio nazionale per la Pastorale giovanile ha celebrato i vent‘anni della sua istituzione. Un Servizio fortemente voluto dalla Conferenza episcopale italiana, affinché in ogni diocesi non mancasse una organica, intelligente e coraggiosa pastorale giovanile, come si legge nel comunicato finale dei lavori del Consiglio episcopale permanente del marzo 1993.

Mons. Domenico Sigalini

Monsignor Domenico Sigalini, oggi vescovo di Palestrina, direttore del Servizio nazionale di Pastorale Giovanile dal 1993 al 2001, ha tracciato un bilancio di questi venti anni: «Abbiamo risvegliato l’interesse verso i giovani – ha riflettuto il vescovo -, anche quelli più lontani. L’obiettivo era quello di non fare attività in proprio ma lavorare in sinergia con tutti gli interessati al mondo giovanile. Ma non bisogna abbassare la guardia, attualmente i giovani vivono una fase difficile anche perché non hanno più come riferimento la comunità ecclesiale. Torniamo alla formazione per creare un popolo di giovani che sappiano annunciare il Vangelo ai loro coetanei. Sono certo che papa Francesco, con il suo linguaggio semplice che va dritto ai problemi, saprà dare impulso all’annuncio favorendo il riavvicinamento delle nuove generazioni alla Chiesa».

Mons. Paolo Giulietti

Secondo monsignor Paolo Giulietti, già direttore del Servizio nazionale di Pastorale Giovanile dal 2001 al 2007, anch’egli intervenuto ieri in occasione di questo speciale anniversario, serve investire sempre di più sui giovani. Non tutte le diocesi lo fanno allo stesso modo: «Credo che ogni generazione di giovani – ha spiegato monsignor Giulietti – abbia bisogno di una attenzione tutta particolare. In questi venti anni, dal punto di vista della comprensione del mondo giovanile, abbiamo fatto molti passi avanti, ma dobbiamo continuare. Nell’ambito dell’investimento concreto nei giovani, infatti, le Chiese non hanno ancora lo stesso passo, serve colmare il gap incoraggiando tutti».

L’allora direttore della Pastorale Giovanile, che oggi è vicario generale dell’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, ricorda anche le sfide affrontate negli anni della sua direzione, in particolare quella di andare oltre i convegni, laboratori, incontri per mettere a tema aspetti trascurati nella pastorale dei giovani, e la formazione dei direttori e degli operatori. Sul futuro si dice ottimista, anche perché papa Francesco saprà infondere coraggio e determinazione per continuare nell’annuncio alle giovani generazioni.

don Nicolò Anselmi

È poi don Nicolò Anselmi, che ha guidato il Servizio nazionale di Pastorale Giovanile dal 2007 al 2012, a chiedere un rinnovato slancio missionario per portare Gesù a tutti i giovani. Per il sacerdote genovese, il dono più grande che la pastorale giovanile ha fatto alla Chiesa è l’immagine di freschezza che sarà certamente rigenerata da papa Francesco. Ripercorrendo il lavoro svolto negli anni della sua direzione, il lavoro svolto è stato tutto centrato sulla comunione e sulla formazione. Lo scopo era quello di mettere in comunione, facendole lavorare insieme, le diverse diocesi, le associazioni, gli istituti religiosi, i movimenti laicali come anche collaborare con gli altri uffici pastorali della Cei, secondo lo schema della pastorale integrata.

I numerosi progetti realizzati in sinergia con la pastorale del lavoro, con l’Ufficio Famiglia, Scuola, la Caritas, le Settimane Sociali, sono solo alcuni degli esempi. Durante il suo servizio come responsabile, don Anselmi ha visitato 188 diocesi proprio per conoscerle e creare i presupposti della collaborazione. Due le Gmg vissute da don Nico: Sydney e Madrid: «Entrambi molto spirituali – ha ricordato Anselmi – sulla vena di Benedetto XVI, quella di Sydney forse ancora di più, visti i numeri ridotti rispetto a Madrid».

don Michele Falabretti, responsabile nazionale Pastorale Giovanile

Trovare nuove strade e metodi affinché la Chiesa diventi casa abitabile di tutti i giovani: è questa, infine, una delle piste di lavoro futuro che vedrà impegnato il Servizio nazionale per la Pastorale giovanile, secondo il suo responsabile attuale don Michele Falabretti: «Bisogna riconoscere – ha osservato il presbitero – che i giovani del 1993 non sono quelli del 2013. La realtà giovanile va riletta. Venti anni fa i giovani andavano in parrocchia, oggi invece tengono in piedi più appartenenze senza sposarne una fino in fondo».

Per don Falabretti questo aspetto cambia il modo di interagire con loro: «Oggi – ha aggiunto Falabretti – i giovani vanno e vengono, per questo la porta della Chiesa deve restare sempre aperta. Ci sono ragazzi, adolescenti che vengono ad eventi come la Gmg e poi non li vedi per settimane se non mesi. Qui si pone il tema dell’educare, permettere loro di andare ma anche essere capaci di incontrarli sulla strada e nei luoghi da loro frequentati». Tra i prossimi impegni della Pastorale giovanile, ci sarà la Giornata mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro che, al momento, ha fatto registrare 4 mila iscrizioni italiane finora raccolte, ma la speranza di don Falabretti è di aumentare sensibilmente il numero. Magari anche con la spinta di papa Francesco: «Con lui – ha concluso l’attuale direttore del Servizio nazionale di Pastorale Giovanile – in pochi giorni è cambiata la visione della Chiesa da parte di molti».

About Davide De Amicis (2559 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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