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Povertà: “È sempre più cronica. Serve un reddito minimo per le persone”

"Occorre puntare sulla prevenzione - sottolinea don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana - per evitare che altre persone cadano nella povertà assoluta. Avevamo studiato il reddito di cittadinanza e avevamo detto che non era la risposta. Anche le proposte dell’attuale governo vanno ricalibrate

Lo ha affermato don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana, presentando il secondo Report statistico nazionale 2024 sulla povertà italiana

Don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana

Aumenta il numero delle persone accompagnate e aiutate dalle Caritas diocesane. Lo ha reso noto Caritas italiana che – in settimana a Roma – ha presentato il Report statistico nazionale 2024 sulla povertà italiana, precisando che quelli inseriti nel dossier non sono solo “numeri”, ma soprattutto 269.689 “volti” di poveri i quali, a loro volta, rappresentano altrettante famiglie visto che la presa in carico corrisponde sempre alle esigenze dell’intero nucleo familiare.

Il documento di Caritas Italiana sulla povertà in Italia, valorizza le informazioni giunte da 3.124 Centri di ascolto e servizi delle Caritas diocesane, distribuiti in 206 diocesi in tutte le regioni italiane. Si tratta, per la precisione, solo di quelli già in rete con la raccolta dati, dato che i servizi e le opere sui territori sono in realtà molti di più. Dall’elaborazione di questi dati, emerge una fotografia drammatica, che richiama tutti all’impegno. Dal Report, infatti, si evince come nel 2023 sia calata la quota dei nuovi poveri ascoltati, scesa dal 45,3% al 41,0%. Aumentano invece le persone con povertà “intermittenti” e croniche, relative in particolare a quei nuclei familiari che oscillano tra il “dentro-fuori” la condizione di bisogno o che persistono da molto tempo in condizione di vulnerabilità: una persona su quattro è infatti accompagnata da una Caritas diocesana da oltre 5 anni.

C’è dunque uno zoccolo duro di povertà che si rinnova di anno in anno senza particolari cambiamenti, dovuto a più fattori. Il 55,4% dei beneficiari nel 2023 ha manifestato, allo stesso tempo, due o più ambiti di bisogno. A rivolgersi alla Caritas sono donne (51,5%) e uomini (48,5%), con un’età media rilevata di 47,2 anni (erano 46 nel 2022). È poi diminuita l’incidenza delle persone straniere, che si è fissata sul 57,0% (dal 59,6%). È alta, invece, l’incidenza delle persone con figli: due persone su tre (66,2%) dichiarano di essere genitori. Oltre i due terzi delle persone in povertà, secondo i dati dei Centri di ascolto Caritas consultati, hanno livelli di istruzione bassi o molto bassi (67,3%). Una condizione, quest’ultima, che si coniuga a una cronica fragilità occupazionale, in termini di disoccupazione (48,1%) e di “lavoro povero” (23%). Quindi non è la sola mancanza di un lavoro a spingere a chiedere aiuto. Infatti, quasi un beneficiario su quattro è un lavoratore povero. Tra l’altro la percentuale dei percettori del Reddito di Cittadinanza, la misura di contrasto alla povertà sostituita oggi dall’Assegno di Inclusione, è 15,9%. Un dato in calo rispetto al 2022 e soprattutto al 2021: allora i beneficiari corrispondevano rispettivamente al 19,0% e al 22,3%.

Parlando poi delle risposte, le azioni della rete Caritas sono state numerose e diversificate. Nel complesso sono stati erogati oltre 3,5 milioni di interventi, una media di 13 interventi per singola persona assistita (considerate anche le prestazioni di ascolto). Nello specifico: il 73,7% ha riguardato l’erogazione di beni e servizi materiali (distribuzione di viveri, accesso alle mense/empori, docce, ecc.); l’8,9% gli interventi di accoglienza, a lungo o breve termine; il 7,3% le attività di ascolto, semplice o con discernimento; il 5,2% il sostegno socio-assistenziale; l’1,7% interventi sanitari. Il Report contiene anche tre approfondimenti tematici, che illustrano nello specifico la povertà delle famiglie con bambini. Un’indagine condotta in collaborazione con Save the Children, la condizione delle persone senza dimora e di quelle in solitudine, in particolare gli anziani.

Un dossier, questo elaborato da Caritas italiana, che deve avere un obiettivo specifico: «Questo rapporto – spiega don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana – deve diventare uno strumento di animazione della comunità. Partire dai poveri per costruire una società più giusta e una comunità più includente. Per questo motivo abbiamo bisogno di conoscere e accogliere la storia di tanti fratelli e sorelle che sono in difficoltà».

Un secondo Report statistico di Caritas italiana, quello in oggetto, che è stato elaborato e pubblicato in un contesto storico particolare: «Segnato – ricorda il presbitero – da vicende che toccano le nostre comunità. Da un lato le crisi internazionali, che condizionano pesantemente i rapporti tra i Paesi e lo sviluppo di percorsi di pace, dall’altro l’incessante aumento della povertà e la forte incidenza di situazioni di rischio e vulnerabilità. Di fronte a questi scenari, la Chiesa continua a sognare e ad affermare un umanesimo autentico, secondo cui ogni essere umano possa realizzarsi pienamente, vivendo in un mondo più giusto e dignitoso».

Infine, precisando che «la prima richiesta delle persone è un lavoro», il direttore di Caritas italiana ha ribadito che occorre puntare sulla «prevenzione per evitare che altre persone cadano nella povertà assoluta. Avevamo studiato il reddito di cittadinanza e avevamo detto che non era la risposta. Anche le proposte dell’attuale governo vanno ricalibrate. Occorre un reddito minimo per le persone».

Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, presidente di Caritas italiana

Nell’occasione è intervenuto anche l’arcivescovo di Gorizia e presidente di Caritas italiana, monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, il quale ha fatto una precisazione importante: «L’attenzione ai poveri – ricorda il presule – non è compito solo di Caritas e di altre realtà organizzate che operano per loro ma di tutti. È importante l’incontro con le persone bisognose per entrare in relazione, in ascolto per dare loro un aiuto. Vogliamo fare conoscere il nostro impegno per rispondere alle attese di tante persone, dei volontari e di chi firma l’8xmille alla Chiesa cattolica, di chi dà un sostegno e un aiuto ma anche ore e giorni per i poveri. Il report non riguarda solo i centri di ascolto, ma anche i vari servizi che Caritas offre ai territori come mense e dormitori e intende mettere in rete i propri dati con le altre realtà». Infine monsignor Redaelli, facendo un riferimento al messaggio per la Giornata dei poveri di novembre, ha ribadito che «siamo chiamati a essere amici dei poveri. Amici, non solo persone che aiutato, ma che entrano in relazione. Questo report vuole essere un contributo per sentirci tutti fratelli».

About Davide De Amicis (4441 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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