"Le misure adottate – ammette la Conferenza episcopale italiana - mettono in crisi le abituali dinamiche relazionali e sociali. La Chiesa che è in Italia condivide questa situazione di disagio e sofferenza del Paese e assume in maniera corresponsabile iniziative con cui contenere il diffondersi del virus"
Nel corso dell’ultimo ventennio, la presenza dei migranti si è consolidata stabilizzandosi: si è passati da un'immigrazione legata a motivi di lavoro ad una immigrazione per motivi familiari
"Viviamo in una Babele segnata da tanta sofferenza – constata il cardinale Zuppi -, dalle ombre di guerre che non si fermano e paralizzano nella paura. L’onnipotenza dell’individualismo produce solo fragilità e chiusure, rivelando quanto abbiamo bisogno del “noi” e di quel “Tu” che è Dio"
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