“Viviamo in una Chiesa capace di ridire il Vangelo in questo tempo”
"Il Signore ci dia la forza - incoraggia monsignor Valentinetti -. Se anche, qualche volta, come comunità cristiana ci siamo scoraggiati, perché la profondità del nostro essere ci ha smarriti e ci ha fatti sentire non all'altezza della situazione che stiamo vivendo, avremo il coraggio e la forza di risalire la china e di essere nuovamente una Chiesa che vive con tutte le sue forze l'annuncio del Vangelo, la dimensione dei sacramenti, la grazia dello Spirito Santo"
L'arcivescovo Valentinetti consacra gli olii sacri sull'altare della Cattedrale di San Cetteo a Pescara
Come ogni mercoledì santo, anche ieri sera tutte le sante messe parrocchiali della Chiesa di Pescara-Penne sono state sospese, per consentire ai sacerdoti e a tutti i fedeli di partecipare alla solenne messa crismale presieduta dall’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti nella Cattedrale di San Cetteo a Pescara.

Una liturgia eucaristica, quest’ultima, sempre intensa e suggestiva con il presule che ha ripetuto il solenne rito della consacrazione degli olii sacri, distribuiti poi a tutte le parrocchie per l’impartizione dei sacramenti: il crisma (usato nei sacramenti del battesimo, della cresima, dell’ordinazione dei presbiteri e dei vescovi, nonché per la consacrazione della chiesa e dell’altare) che il presule ha consacrato con l’alito, l’olio dei catecumeni (usato nel battesimo) e l’olio degli infermi (usato per l’unzione dei malati). Crisma che, tra l’altro, è stato miscelato utilizzando l’olio – donato anche quest’anno dalla Questura di Pescara – proveniente da ulivi di terreni confiscati alle mafie. E poi i sacerdoti che, all’unisono, hanno rinnovato le loro promesse sacerdotali.

Due passaggi significativi sui quali l’arcivescovo ha fatto riferimento nella sua omelia, che però è partita dal ricordo degli eventi più significativi che hanno riguardato l’Arcidiocesi di Pescara-Penne nell’ultimo anno: «Un anno fa – esordisce l’alto prelato – celebravamo insieme la messa crismale, così come questa sera, e durante quest’anno si sono manifestati molti eventi. Innanzitutto l’Anno Santo, iniziato nel 2025 e terminato nel 2026. Oltre a questo, l’elezione nuova del nuovo Papa. E ancora, per la Chiesa universale, il Sinodo dei vescovi aperto ai laici, ai religiosi e alle religiose. Anche per la nostra Chiesa diocesana ci sono stati alcuni eventi importanti. Il Signore mi ha dato la grazia di celebrare, con voi e per voi, il venticinquesimo anniversario della mia ordinazione episcopale. Ma non posso dimenticare il lavoro sinodale che abbiamo svolto durante tutto quest’anno, che comincia ad affacciarsi perché ci siano i primi frutti di una riflessione, che porta la gemma della verità e della luce. Dopodiché, come avete visto anche questa sera, sorella fragilità ha toccato anche la mia vita. E grazie a Dio, questa sera sono insieme con voi a celebrare i divini misteri. Ma, per dirla tutta, con San Paolo direi… “quando sono debole è allora che sono forte”. Perché tutto quello che è stato fatto di bello, di buono, di santo durante quest’anno non è da attribuire ai miei meriti, ma è da attribuire alla grazia di Dio, che non è venuta a mancare nemmeno un istante soprattutto nei confronti dei miei collaboratori più diretti, che ringrazio con tutto il cuore e con tutta l’anima».

Ma monsignor Valentinetti non si è limitato a fare un elenco degli importanti obiettivi pastorali raggiunti: «Se mi fermassi ad elencare le belle iniziative di questo tempo – spiega il presule -, farei un’operazione sbagliata, perché ogni iniziativa ha bisogno di un’ermeneutica, di un’interpretazione. E chi è che può dare questa interpretazione? Chi è che può dare questa ermeneutica? Solo lo spirito di Dio, lo Spirito del Signore che aleggia sopra di noi e che è con noi. Lo spirito del Signore che ci ha fatti nuove creature che, grazie alla forza dei sacramenti, così come ho ricordato all’inizio della celebrazione, ci dà la capacità di essere credenti secondo i tempi. Sì, perché la grande interpretazione che dobbiamo portare avanti è proprio questo: avere il coraggio di vivere in una Chiesa, una comunità cristiana che sia capace di ridire il Vangelo in questo tempo, in questa circostanza. È sempre più difficile dire il Vangelo, è sempre più complesso a causa delle molte contraddizioni e forse a causa anche delle nostre stanchezze e forse a causa anche di qualche peccato in più di orgoglio e di superbia. Ma noi possiamo e dobbiamo ridire il Vangelo di Gesù Cristo, affidandoci anche a nuove dimensioni di vita di vita cristiana. Credo che molti di voi sapranno che abbiamo in atto un rinnovamento degli uffici della Curia e un rinnovamento di alcune parrocchie, che hanno preso impegno a rinnovarsi alla luce del Vangelo. Lo Spirito del Signore, dunque, è l’interprete, è l’ermeneutica di tutto questo».
Infine, l’auspicio e la preghiera di affidamento finale dell’arcivescovo di Pescara-Penne: «A noi non resta che chiedere aiuto e forza, aiuto e benedizione. A noi non resta altro che contemplare Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue. “Ecco Colui che viene con le nubi e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo trafissero. Ecco, io sono l’alfa e l’omega, colui che è, che era e che viene l’Onnipotente”. Il Signore ci dia la forza. Se anche, qualche volta, come comunità cristiana ci siamo scoraggiati, perché la profondità del nostro essere ci ha smarriti e ci ha fatti sentire non all’altezza della situazione che stiamo vivendo, avremo il coraggio e la forza di risalire la china e di essere nuovamente una Chiesa che vive con tutte le sue forze l’annuncio del Vangelo, la dimensione dei sacramenti, la grazia dello Spirito Santo».

E per realizzare tutto questo, non è mancato un pensiero rivolto a coloro che avranno la responsabilità di dirigere questo cammino: «Carissimi fratelli sacerdoti – aggiunge l’arcivescovo Valentinetti -, a voi l’impegno più importante, a voi l’impegno più sacrosanto dentro questa logica. A voi, sentirvi sempre pieni di collaborazione con me, con la mia umile persona e soprattutto essere capaci di rinnovarvi, di rigenerarvi anche voi con la forza dello Spirito Santo. Ci assista anche l’intercessione materna di Maria e i nostri santi protettori che dal cielo sicuramente vegliano su di noi, Cetteo e Massimo. Ma anche il giovane Nunzio Sulprizio, ci aiuti a vivere intensamente la logica del Vangelo. Amen».
Questa sera, alle 19 sempre nella Cattedrale di San Cetteo, sarà nuovamente l’arcivescovo Valentinetti a presiedere la messa in Coena Domini – ripetendo il rito della lavanda dei piedi – con la quale anche la Chiesa di Pescara-Penne entrerà nel Triduo Pasquale. La solenne liturgia eucaristica verrà trasmessa in diretta dall’emittente radiofonica diocesana Radio Speranza InBlu, sugli 87.60 Fm nella zona di Pescara-Chieti, in streaming web e sulle radio Dab in Abruzzo.



