Ultime notizie

“Come San Massimo, serviamo la Chiesa per dire il Vangelo al mondo”

"Celebrare San Massimo - sottolinea Gilberto Petrucci, sindaco di Penne - significa custodire la memoria della nostra storia e rinnovare quei valori di solidarietà, rispetto e speranza che tengono unita la nostra comunità in tempi complessi come quelli che stiamo vivendo"

Lo ha affermato l’arcivescovo Valentinetti, lo scorso giovedì, presiedendo la santa messa in onore di San Masssimo, patrono di Penne e compatrono dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne

L'arcivescovo Valentinetti pronuncia l'omelia della santa messa in onore di San Massimo

Tutta la comunità di Penne, lo scorso giovedì, si è ritrovata nella parrocchia di San Domenico per celebrare la festa in onore di San Massimo, patrono del capoluogo vestino e compatrono dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne.

Il busto di San Massimo

È stato l’arcivescovo monsignor Tommaso Valentinetti a presiedere la santa messa, concelebrata dal parroco don Andrea Di Michele e dai sacerdoti della forania di Penne, nella cui omelia ha espresso il suo messaggio inspirato dalle letture del giorno: «La prima considerazione che scaturisce dalle letture appena proclamate (At 15,7-21 – Gv 15,9-11) – esordisce il presule -, è che Paolo, Barnaba, amici e compagni di viaggio per l’evangelizzazione, vanno in tutti i luoghi conosciuti ad annunciare il Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo. Soprattutto si pose il problema se era logico e giusto annunciare il Vangelo anche ai pagani, non solo ai giudei, agli ebrei, e la risposta che avvenne dalla riunione sinodale degli apostoli con Paolo è che il Vangelo potesse essere predicato a tutti i popoli della terra. Un ammonimento soprattutto per la Chiesa delle origini, ma anche per la Chiesa che ha continuato nel tempo ad annunciare il Vangelo, che va donato a tutti. Ricordate la frase di Papa Francesco? “A tutti, a tutti, a tutti”. Non ne mancherà nemmeno uno, perché il Vangelo è vita. Anche perché l’azione dello Spirito Santo, che non sai da dove viene e dove va, è profonda e lascia la traccia in ogni situazione di vita. Questo viene fuori dalla parola di Dio che abbiamo ascoltato per prima. Infatti, il versetto del Salmo responsoriale “Annunciate a tutti i popoli le meraviglie del Signore”. Le meraviglie di conversione, le meraviglie di guarigioni, le meraviglie che fanno esultare l’anima dei credenti, la pagina del Vangelo. Tutto questo è possibile se si fonda la propria vita sull’amore. E Gesù dice: “Come il Padre ha amato me, anch’io ho amato voi, rimanete nel mio amore”».

Fedeli e autorità nella chiesa di San Domenico

Quindi il riferimento all’esempio di San Massimo: «Ha annunciato e dato la vita per il Vangelo – ricorda l’arcivescovo Valentinetti -. Amore per amore. “Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore”. L’amore è la forza trainante della vita della Chiesa. L’amore è la forza trainante di chi annuncia il Vangelo. L’amore è la forza trainante dei singoli cristiani, dei singoli credenti che vogliono vivere l’esperienza della fede. Fratelli e sorelle carissimi, so sicuramente che non tutti possono annunciare il Vangelo, ma la partecipazione a quelli che annunciano il Vangelo è veramente degna di onore. Chi sono questi? Sono i diaconi, i presbiteri e i vescovi, che sicuramente devono dare la vita per l’annuncio del Vangelo, amore per amore, imitando Cristo e ha amato il Padre e il Padre gli ha confidato tutto nelle mani. Mettiamoci a disposizione della Chiesa come San Massimo, addirittura arrivando anche al martirio, per essere pronti a dire il Vangelo a tutte le creature che sono sulla faccia della terra. Amen».

Gilberto Petrucci, sindaco di Penne

Al termine della liturgia eucaristica e prima della processione dell’effige del busto di San Massimo, attraverso le vie del centro storico di Penne, è stato il sindaco Gilberto Petrucci a prendere la parola davanti ai primi cittadini della valle vestina presenti: «Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Tommaso Valentinetti – afferma il sindaco di Penne -, colleghi sindaci, autorità militari, carissimi concittadini, è con profonda gioia e sincera emozione che rivolgo a tutti voi il mio saluto in questa giornata dedicata al nostro santo patrono San Massimo. La festa patronale rappresenta ogni anno un momento speciale per la città di Penne, un’occasione di fede, d’incontro e di appartenenza che ci riunisce attorno alle nostre radici più autentiche. Rivolgo un deferente e caloroso saluto a Sua Eccellenza Monsignor Tommaso Valentinetti, la cui presenza oggi è per tutti noi motivo di onore e di profonda gratitudine. Celebrare San Massimo significa custodire la memoria della nostra storia e rinnovare quei valori di solidarietà, rispetto e speranza che tengono unita la nostra comunità in tempi complessi come quelli che stiamo vivendo. Abbiamo ancora più bisogno di ritrovare il senso dello stare insieme, dell’ascolto reciproco e della vicinanza umana. Le nostre tradizioni non appartengono soltanto al passato, ma rappresentano una guida per il presente e un’eredità preziosa da consegnare alle nuove generazioni».

La processione del busto ligneo d San Massimo

Infine il giusto riconoscimento a chi, anno dopo anno, continua ad organizzare i festeggiamenti patronali di San Massimo: «Questa festa – conclude Petrucci – è anche il volto più bello della nostra città: le famiglie riunite, i giovani, gli anziani, le associazioni, i volontari e tutti coloro che con impegno e passioni contribuiscono ogni giorno alla vita della comunità, a tutti loro. Desidero esprimere un sentito ringraziamento. Grazie infine al comitato organizzatore composto prevalentemente da donne, Marilena, Annamaria e Federica, che nel segno della tradizione ha portato avanti con determinazione questa manifestazione cittadina. San Massimo continui a proteggere Penne e ad accompagnare il cammino della nostra città con la forza della fede, della concordia e della pace. Auguro a tutti voi di vivere questa giornata con serenità, partecipazione e spirito di fraternità. Buona festa di San Massimo a tutta la comunità di Penne».

About Davide De Amicis (4851 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
Contact: Website