Andrea Di Toro Mammarella si laurea in organo nella Cattedrale di San Cetteo
"Oltre ai motivi affettivi legati alla mia collaborazione – spiega Di Toro Mammarella -, abbiamo scelto la Cattedrale come sede di esame proprio per le caratteristiche tecniche del suo organo. Si tratta di un meraviglioso strumento con 3.500 canne a trasmissione elettrica costruito nel 1937 dalla ditta Mascioni di Azzio (Varese), dotato di 53 registri nominali circa e una consolle straordinaria con tre tastiere da 61 note ciascuna e una pedaliera da 32 note"
Andrea Di Toro Mammarella suona l'organo, in Cattedrale, durante la discussione di tesi
Quella di martedì 14 aprile scorso è stata una giornata memorabile per la Cattedrale di San Cetteo che, per la prima volta, ha ospitato la discussione di una tesi di laurea di secondo livello in organo del Conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara. Il candidato, poi laureatosi a pieni voti con 110 e lode, è l’organista 44enne Andrea Di Toro Mammarella che, da diversi anni, accompagna il Coro dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne – diretto da Roberta Fioravanti – nell’animazione liturgia di tutte le principali celebrazioni eucaristiche presiedute dall’arcivescovo monsignor Tommaso Valentinetti nella stessa Cattedrale pescarese.

L’organista pescarese, seguito dalla sua docente di organo nonché relatrice di tesi Mauricia Di Meco, ha discusso un elaborato dal tema “Jan Langlais: la suite mediévalé e l’hommage à Frescobaldi. Due modelli di linguaggio contemporaneo fondato sull’eredità storica”. Una discussione di tesi che, data la materia, non è avvenuta solo oralmente, ma anche in termini pratici suonando l’organo della Cattedrale di Pescara. Scelta, quest’ultima, non casuale: «Oltre ai motivi affettivi legati alla mia collaborazione – spiega Di Toro Mammarella -, abbiamo scelto la Cattedrale come sede di esame proprio per le caratteristiche tecniche del suo organo. Infatti il protagonista della mia tesi è stato l’organista e compositore francese Jean Langlais, tra i più influenti del ‘900, non vedente dall’età di 2 anni. La sua cifra stilistica è stata un raffinato connubio tra la modalità gregoriana, il folklore bretone e anche un linguaggio armonico moderno, spesso caratterizzato da dissonanze audaci, ritmi incisivi, che gli ha consento di divenire autore di un catalogo vastissimo. È stato organista nella nella chiesa neogotica di San Clotilde a Parigi per 42 anni, dal 1945 quindi fino al 1987. Per poter esprimere al meglio le composizioni di questo autore, sono necessari degli strumenti sinfonici con trasmissione elettrica, ma che dal punto di vista tecnico siano forniti di tutta una serie di registri e timbri che appunto l’organo della Cattedrale di San Cetteo ha a disposizione. Si tratta di un meraviglioso strumento con 3.500 canne a trasmissione elettrica costruito nel 1937 dalla ditta Mascioni di Azzio (Varese), dotato di 53 registri nominali circa e una consolle straordinaria con tre tastiere da 61 note ciascuna e una pedaliera da 32 note».

Un organo ubicato nella cantoria dell Cattedrale pescarese, dove Di Toro Mammarella ha eseguito alcuni componimenti gregoriani di Langlais, con la collaborazione del Coro Philia (diretto da Nadia Joanna D’Angelo e composto per l’occasione da Diletta Crisante, Gabriella Di Sabatino, Paola Mastrilli, Valentina Parlione e Patrizia Rabottini), che ha anticipato l’esibizione dell’organista eseguendo la versione cantata del brano: «Nonostante le esecuzioni di organo e coro non si siano svolte in contemporanea – sottolinea l’organista pescarese -, c’era una forte legame tra la prima e la seconda esecuzione. Questa è la rappresentazione perfetta del genere neomodale tipico del ‘900, in cui l’autore attinge dal canto gregoriano per rielaborarlo in un linguaggio moderno. Le coriste, con il loro canto gregoriano in femminile, hanno eseguito magistralmente i canti indicati».
A valutare l’esecuzione di Andrea Di Toro Mammarella c’era una commissione di docenti del Conservatorio “Luisa D’Annunzio” di Pescara, composta dai professori Roberto Marini, Luciana Ferullo, Alberto Mammarella, Massimo Sarcito, nonché dalla stessa relatrice di tesi professoressa Mauricia Di Meco: «È stato veramente molto toccante poter discutere la tesi in Cattedrale – conclude il neo laureato organista -. Quest’ultima è stata suddivisa in due momenti. La prima parte, quella esecutiva, è avvenuta ovviamente in cantoria perché l’organo è posto lì. Qui il coro mi ha sostenuto. Invece la seconda parte è avvenuta lungo la navata centrale, proprio ai piedi del dell’altare. Ai margini della scalinata, quindi, è stata allestita una cattedra dov’è avvenuta la discussione della tesi».

Alla discussione di laurea ha partecipato con grande emozione e soddisfazione l’abate della Cattedrale di San Cetteo, monsignor Francesco Santuccione: «È stata un’esperienza bellissima, per noi – racconta il presbitero -, mettere a disposizione di Andrea Di Toro Mammarella la Cattedrale con il suo organo. I nostri collaboratori si sono spesi al massimo per creare un clima di famiglia, perché qui Andrea è di casa, agevolando la piena riuscita di questo avvenimento, culminato nella laurea con il massimo dei voti del nostro talentuoso organista».



