Magnifica humanitas: “Luce nel buio di pensiero e violenza intorno a noi”
Ai governanti delle nazioni gridiamo - afferma Zuppi - "Fermatevi! È il tempo della pace! Sedete ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte"
Il cardinale presidente Matteo Zuppi apre l'82ª Assemblea generale della Cei - Foto: Siciliani-Gennari/Sir
È iniziata ieri in Vaticano l’82ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana (Cei), che si concluderà giovedì 28 maggio. Introducendo i lavori, l’arcivescovo di Bologna e cardinale presidente della Cei Matteo Zuppi ha subito commentato la prima enciclica di Papa Leone XIV “Magnifica humanitas”, presentata e pubblicata ieri, dedicata alla custodia dell’esistenza umana al tempo dell’intelligenza artificiale: «Un dono prezioso – commenta il porporato -,un faro di luce nel buio di pensiero e di violenza che talvolta avvertiamo intorno a noi.Questo documento, nel solco della Dottrina sociale della Chiesa,ci sprona nell’impegno a fare del bene comune, della destinazione universale dei beni,della sussidiarietà, della solidarietà e della giustizia sociale i principi di riferimento in un’epoca in cui la grande sfida è custodire l’umano.Ci sentiamo interpellati di fronte alle guerre, alle diseguaglianze sociali,allo sfruttamento del lavoro, al modello tecnocratico e agli egoismi verso le migrazioni dei popoli, alla cosiddetta teologia della prosperità».
Quindi il cardinale Zuppi ha paragonato la nuova enciclica con la Rerum Novarum di Leone XIII: «Come quest’ultimo si misurò non con generiche cose nuove, ma con la rerum novarum cupiditas, cioè la bramosia di esse, così Leone XIV aiuta tutti, cattolici e cristiani di altre tradizioni, credenti e non credenti, singoli e popoli, a guardare senza infingimenti ai rischi che ci stanno davanti e a cercare senza pigrizia ciò che può salvare il bene insostituibile della dignità umana, lasciandosi provocare dalle domande di questa generazione, diverse da quelle delle generazioni passate, ma uguali in un’urgenza che il Papa sottolinea».

Tra gli altri aspetti toccati dalla prolusione del presidente dei vescovi italiani, non è mancato un ennesimo appello alla fine delle ostilità nel mondo: «Viviamo in un mondo attraversato da guerre, paure, solitudini, diffidenze – constata il cardinale Matteo Zuppi -. La violenza sembra tornata a essere considerata il linguaggio normale della politica internazionale. Il riarmo, diverso dalla difesa, viene presentato come un destino inevitabile. La diplomazia fatica, il diritto internazionale è indebolito, la fiducia tra i popoli appare fragile».
Inoltre, il presidente dei vescovi italiani ha messo in guardia dall’illusione di una guerra tecnologica e chirurgica, che riduca al minimo i danni: «L’esperienza dolorosa di questi ultimi anni e dei conflitti aperti mostra la follia della guerra – ammonisce il porporato -. La guerra è cambiata, anche con un utilizzo sempre più largo della tecnologia, ed è sempre più lunga per le armi temibili – tecnologiche – messe in campo. Non è vero che può essere pulita, evitando un gran numero di vittime. E poi a livello globale, con le sue conseguenze, la guerra colpisce anche i Paesi che non sono direttamente coinvolti. Vediamo persino svilupparsi le agenzie di mercenari che fanno della guerra il loro modo di vivere: un vero regresso di civiltà. Vi sono inderogabili responsabilità dei governanti delle Nazioni».
Da qui l’appello finale, rivolto a questi ultimi: «A loro gridiamo – conclude Zuppi -, fermatevi! È il tempo della pace! Sedete ai tavoli del dialogo e della mediazione, non ai tavoli dove si pianifica il riarmo e si deliberano azioni di morte».
Intanto oggi l’Assemblea generale della Cei ha eletto il nuovo vice presidente per l’Area nord, ovvero il vescovo di Mantova monsignor Gianmarco Busca.
Inoltre, la stessa assise ha eletto i presidenti delle dodici Commissioni episcopali per il prossimo quinquennio e i membri del Consiglio per gli affari economici.
- Per la dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi: monsignor Riccardo Battocchio, vescovo di Vittorio Veneto;
- per la liturgia: monsignor Claudio Maniago, arcivescovo di Catanzaro-Squillace;
- per il servizio della carità e la salute: monsignor Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico;
- per il clero e la vita consacrata: monsignor Francesco Beneduce, vescovo ausiliare di Napoli;
- per il laicato: monsignor Pierantonio Tremolada, vescovo di Brescia;
- per la famiglia, i giovani e la vita: monsignor Bernardino Giordano, vescovo di Grosseto e di Pitigliano-Sovana-Orbetello;
- per l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese: monsignor Marco Prastaro, vescovo di Asti;
- per l’ecumenismo e il dialogo: monsignor Gaetano Castello, vescovo ausiliare di Napoli;
- per l’educazione cattolica, la scuola e l’università: monsignor Daniele Gianotti, vescovo di Crema;
- per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace: monsignor Michele Tomasi, vescovo di Treviso;
- per la cultura e le comunicazioni sociali: monsignor Domenico Beneventi, vescovo di San Marino-Montefeltro;
- per le migrazioni: monsignor Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo.
Sono stati eletti anche i quattro membri del Consiglio per gli affari economici:
- monsignor Vincenzo Calvosa, vescovo di Vallo della Lucania;
- monsignor Fabio Dal Cin, arcivescovo-prelato di Loreto;
- monsignor Maurizio Gervasoni, vescovo di Vigevano;
- monsignor Mauro Parmeggiani, vescovo di Tivoli e di Palestrina.




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