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“Non teniamo la Bibbia negli scaffali a impolverarsi: facciamole spazio”

"Facciamo spazio - osserva monsignor Valentinetti - a tante altre cose nella nostra giornata. Facciamo spazio ai giornali, a qualche bel libro, alla Tv e che spazio diamo alla Parola? Dobbiamo farle spazio, ricavando il tempo, trovando momenti appropriati e avendo coerenza e sostanza"

E’ stata questa l’esortazione rivolta sabato sera ai fedeli dall’arcivescovo Valentinetti, presiedendo la Santa messa in onore del patrono San Cetteo

L'arcivescovo Valentinetti pronuncia l'omelia della Santa Messa

«Fratelli, credo sia arrivato il momento di non tenere più la Bibbia nei nostri scaffali a prendere la polvere, ma che questa Parola venga costantemente accostata alla grande domanda “Che cosa mi dice oggi? Che cosa mi suggerisce? Che cosa suscita nel mio animo e nel mio spirito, dove arriva tagliente come una lama a doppio taglio?”».

Lo ha affermato sabato sera l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, presiedendo la Santa messa nella Cattedrale nel giorno dei festeggiamenti di San Cetteo, patrono della città di Pescara e della sua arcidiocesi. Una riflessione, quella rivolta dal presule ai fedeli e alle autorità presenti, che traeva origine dalla letture del giorno: «Facciamo spazio – osserva il presule – a tante altre cose nella nostra giornata. Facciamo spazio ai giornali, a qualche bel libro, alla Tv e che spazio diamo alla Parola? Dobbiamo farle spazio, ricavando il tempo, trovando momenti appropriati e avendo coerenza e sostanza».

I fedeli e la autorità presenti

I fedeli e la autorità presenti

Una parola che va seguita totalmente, se si intende raggiungere quella vita eterna tanto agognata dal giovane ricco il quale, però, declinò l’invito di Gesù che gli disse “Vendi quello che hai e dallo ai poveri, poi vieni e seguimi”: «C’è un’incompatibilità – osserva l’arcivescovo Valentinetti – tra chi confida nella ricchezze e chi invece vuole confidare nel Signore. Gesù ce lo dice chiaramente “Se il vostro cuore è legato alle cose materiali, alla ricchezza, difficilmente potrete entrare nel Regno dei cieli”. Addirittura, “è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che un ricco nella terra dei cieli”».

Eppure, il nostro mondo è legato alla ricchezza: «Diciamocelo francamente – constata l’arcivescovo di Pescara-Penne -, le guerre si combattono per il denaro. Ci sono 300 persone al mondo, che possiedono una quantità sterminata di denaro a discapito di chi non ha niente, anzi meno di niente! Il Signore questo non lo può gradire, il Signore chiede in maniera precisa che ci sia perequazione nella realtà di questo mondo».

Un risultato difficile da ottenere, ma che bisogna perseguire: «Purtroppo – denuncia monsignor Valentinetti – ci sono dei sistemi internazionali che guardano alla finanza e al denaro, i quali fanno arricchire sempre i pochi e non danno ciò che è necessario ai tanti. Ma nella visione del Signore, chi si vuole mettere alla sua sequela e vuol vivere il Vangelo, deve avere questo coraggio di vivere nella semplicità e nell’essenzialità della vita, ricevendo cento volte tanto».

È questo il mistero della Provvidenza: «Voi non ci crederete – ribadisce il presule -, ma tutte le volte che siamo solo collettori di denaro che passa attraverso le nostre mani e viene donato ad altri, immediatamente il Signore ci ricompensa e ci fa trovare altra abbondanza, perché possiamo donare agli altri sempre di più, sempre meglio, sempre con gioia e con amore».

L'arcivescovo Valentinetti benedice e inaugura la nicchia che ospiterà il busto argenteo di San Cetteo

L’arcivescovo Valentinetti benedice e inaugura la nicchia che ospiterà il busto argenteo di San Cetteo

Ma questa regola, va controcorrente rispetto alla regola imperante del denaro che domina la nostra società: «E quando c’è qualcuno che vuole vivere la logica dell’altruismo – ammette l’arcivescovo -, inevitabilmente viene perseguitato a volte fisicamente, a volte moralmente e a volte con calunnie e insulti. Che San Cetteo nostro patrono, che sicuramente ha vissuto la sua vita alla sequela di Gesù, ci insegni questo itinerario di fede».

E in occasione della festa patronale, al termine della liturgia eucaristica, l’arcivescovo Valentinetti ha benedetto e inaugurato la nuova nicchia ricavata nella navata destra della Cattedrale che ospiterà il busto argenteo di San Cetteo.

Il busto argenteo di San Cetteo che verrà collocato nella nicchia

Il busto argenteo di San Cetteo che verrà collocato nella nicchia

Un’innovazione, che permetterà di collocare in Cattedrale l’effige argentea del Santo finora conservata in Episcopio per motivi di sicurezza: «Finalmente – sottolinea il presule – l’immagine argentea di San Cetteo, donata qualche anno fa da un benefattore della parrocchia, trova la sua degna collocazione in Cattedrale».

Un’opera, realizzata in marmo e muratura, interamente finanziata dalla Fondazione Pescarabruzzo presieduta da Nicola Mattoscio. Ma la realizzazione della nicchia, che ospiterà il busto del Santo patrono, rappresenta solo l’inizio di una lunga serie di lavori di ristrutturazione che riguarderanno la Cattedrale progettata nel 1933 dall’architetto Cesare Bazzani: «Entro due settimane – annuncia don Francesco Santuccione, abate di San Cetteo – avvieremo i lavori di riqualificazione del cortile laterale dell’edificio sacro, che si affaccia su via dei Bastioni, nel quale domenica 13 dicembre verrà aperta la Porta santa diocesana in occasione del Giubileo della Misericordia».

don Francesco Santuccione, abate di San Cetteo

don Francesco Santuccione, abate di San Cetteo

Lavori che riguarderanno la sistemazione del pavimento, del giardino e della cancellata esterna, nonché l’installazione di un’adeguata illuminazione. Bisognerà invece attendere il 2016 per i più complessi lavori di adeguamento strutturale della Cattedrale, resisi urgenti dopo la recente caduta di calcinacci dalle pareti esterne: «Grazie a due finanziamenti – spiega l’abate Santuccione -, concessi da Cei e Regione, procederemo nella revisione di tetto, campanile e vetrate».

Inoltre, non appena verranno trovate nuove risorse, verrà aggiornata anche la parte liturgica, con l’avvicinamento della sede del vescovo all’altare e l’eliminazione di uno dei due amboni: «Con l’aiuto di Dio – conclude l’arcivescovo di Pescara-Penne -, della sua Provvidenza, cercheremo di fare quello che è giusto per il decoro della Cattedrale e per il decoro della liturgia».

About Davide De Amicis (2536 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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1 Comment on “Non teniamo la Bibbia negli scaffali a impolverarsi: facciamole spazio”

  1. Meno male ogni tanto qualcuno nell’ambito della >Chiesa Cattolica incoraggia ad aprire la Bibbia,,,
    I Testimoni di Geova lo fanno da decenni …per strada…di casa in casa…nei mercati.
    E questo è in linea con il Salmo 1:1-3 ” legge giorno e notte nella Sua legge…”

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