80 anni di Repubblica: “Non basta celebrarla, occorre rinvigorirla”
"Le comunità cristiane – ricorda Zuppi -, rifiutano la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti e, ispirate dall’insegnamento di papa Leone, avvertono come urgente il compito di educare alla pace, custodire la democrazia e costruire comunità"
Il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei -
Ph: Cristian Gennari/Siciliani
In occasione dell’odierna Festa della Repubblica, che quest’anno celebra l’80° anniversario della sua fondazione, il cardinale arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana Matteo Zuppi non ha mancato di porgere gli auguri propri e da parte di tutti i vescovi italiani al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, inviandogli un messaggio: «L’80° anniversario – afferma il porporato – non può essere solo memoria. Deve diventare promessa. Non basta celebrare ciò che abbiamo ricevuto; occorre rinvigorirlo, preservarlo e mantenerlo vivo, con lo stesso spirito che apre al futuro».

Così il cardinale Zuppi ha voluto esprimere «un sentimento di gratitudine, affetto e responsabilità condivisa». Tutto questo senza dimenticare che la Repubblica «è nata attraversando la sofferenza – sottolinea il presidente della Cei -, riconquistando la libertà e rifiutando ogni forma di fascismo, con una speranza più forte della paura» e che la Costituzione «ci ricorda che nessuno si salva da solo e che nessuno può essere lasciato solo».
Da qui il senso di riconoscenza espresso dalle Chiese in Italia: «Per il cammino compiuto e con preoccupazione per le ferite presenti – sottolinea il cardinale Matteo Zuppi -. La povertà crescente, la denatalità, la sfiducia, le disuguaglianze, la violenza verbale, l’indifferenza».
E poi un richiamo all’impegno per la pace: «Le comunità cristiane – ricorda Zuppi -, rifiutano la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti e, ispirate dall’insegnamento di papa Leone, avvertono come urgente il compito di educare alla pace, custodire la democrazia e costruire comunità».
In conclusione, il presidente della Cei ha rilanciato l’impegno della Chiesa: «A promuovere il bene comune e la solidarietà, sempre nella prospettiva europea».





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