Ultime notizie

“In Italia serve una misura universale di contrasto alla povertà”

"Se troviamo le condizioni per rilanciare e addirittura rafforzare il tema del riarmo – denuncia monsignor Benoni Ambarus, presidente di Caritas italiana -, allora non può mancare lo spazio per affrontare il tema della dignità delle persone. Non possiamo definirci una società autenticamente civile se troviamo risorse per le armi e non per l’umanità. È una questione di civiltà. Ma il sostegno economico e l’accompagnamento delle persone devono procedere insieme. Aumentare il reddito senza affiancare le persone in un percorso di crescita e inclusione, non basta a risolvere il problema della povertà"

Lo ha affermato lunedì don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana, presentando il Rapporto statistico nazionale 2026 sulla povertà

Don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana - Foto: Calvarese/SIR

Sono in peggioramento i dati sulla povertà in Italia rilevati dal Rapporto statistico nazionale 2026 sulla povertà, presentato lunedì a Roma da Caritas italiana. Infatti, negli ultimi dieci anni, il numero degli over 65 accompagnati dalla rete dei centri di ascolto è aumentato del 191%, aumentando dal 7,7% al 15,4% dell’utenza totale. Questo scenario si affianca a una situazione di isolamento sociale che va aggravandosi. Le persone che vivono in solitudine sono aumentate dal 23,8% al 32,9% del totale degli assistiti e quasi un utente su tre è relativo ad un nucleo formato da una sola persona. Secondo il rapporto Caritas, tra l’altro, la solitudine si configura come un moltiplicatore delle fragilità: il 59,9% delle persone sole incappa, quindi, in forme di povertà multipla, con difficoltà economiche, sanitarie e abitative coesistenti. In totale, nel 2025 le Caritas italiane hanno assistito 282.539 persone, il dato più alto mai rileavato, in un contesto che l’organizzazione definisce di “povertà strutturale”. Così in dieci anni il numero delle persone assistite è salito del 48%.

Inoltre, nel 2025 la rete Caritas ha fornito più di 4,8 milioni di prestazioni, con una media di 17 interventi per persona, relativi soprattutto a beni materiali, alloggio e ascolto. Sanità e casa restano poi tra le prime emergenze sociali in Italia. A tal proposito, Caritas italiana negli ultimi dieci anni ha rilevato un aumento del 69,4% dei bisogni sanitari tra le persone assistite dalla rete. In base al rapporto, il 16,1% degli assistiti mostra fragilità croniche o disabilità, mentre quasi il 10% della popolazione italiana ha rinunciato a cure specialistiche per ragioni economiche o per via delle liste d’attesa. Nello specifico, appare particolarmente preoccupante la situazione della salute mentale, con il 78,7% delle persone con disturbi psichici che accumula tre o più ambiti di bisogno. Sul fronte abitativo, in aggiunta, la vulnerabilità colpisce il 34,9% degli utenti Caritas. Sono stati oltre 24 mila le persone intercettate in condizioni di totale mancanza di abitazione, mentre aumenta il numero di coloro che, pur avendo una casa, non riescono a saldare affitti e utenze, corrispondente all’11,8% degli assistiti.

E purtroppo neanche avere un lavoro basta ad evitare la povertà. Lo ha dimostrato sempre il Report statistico nazionale 2026 sulla povertà in Italia di Caritas italiana, secondo il quale il fenomeno dei “working poor” (lavoratori poveri) è raddoppiato negli ultimi 10 anni tra quanti si rivolgono alla rete Caritas, presente su tutto il territorio italiano. Gli occupati rappresentavano il 13,3% degli assistiti nel 2015; oggi sono il 24%. La vulnerabilità, in tal senso, riguarda specialmente le fasce centrali dell’età lavorativa: i lavoratori poveri toccano il 31,7% tra i 35 e i 44 anni e il 31% tra i 45 e i 54 anniA incidere maggiormente, in base ai dati Caritas, è soprattutto la perdita di potere d’acquisto dei salari. Tra il 2019 e il 2024, infatti, le retribuzioni reali in Italia sono diminuite dell’8%, il dato peggiore tra i principali Paesi europei. Restano inoltre particolarmente sensibili al problema le famiglie con figli: il 52% delle persone assistite convive con minori, corrispondenti a circa 147 mila nuclei familiari assistiti dalla rete Caritas.

Visto questo contesto, la richiesta di Caritas italiana è esplicita: «Lo chiediamo da anni – ricorda don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana -. In Italia serve una misura universale di contrasto alla povertà. Quello che c’è non è sufficiente. I dati offrono un importante contributo per definire la povertà, ma è importante che aiutino soprattutto ad orientare le nostro scelte. Il Report statistico è infatti uno strumento per animare le comunità, aiutare i territori a leggere ciò che cambia e sollecitare politiche più giuste e lungimiranti. Di fronte a povertà sempre più croniche, solitudini crescenti, lavoro povero e difficoltà abitative occorre costruire percorsi, alleanze e responsabilità condivise, al di là delle ideologie e delle appartenenze». A questo riguardo, don Pagniello ha esortato le autorità a convocare una sorta di «Stati generali del sociale in Italia».

Mons. Benoni Ambarus, presidente di Caritas italiana

È sulla stessa linea il neo presidente di Caritas italiana e arcivescovo di Matera-Irsina, monsignor Benoni Ambarus: «La logica dei bonus per contrastare la povertà non basta – sottolinea il presule -. Bisogna rafforzare la giustizia sociale e la redistribuzione delle ricchezze. La deriva dei bonus aveva una sua ragion d’essere durante il Covid. Oggi, però, tornare alla normalità significherebbe adottare un approccio strutturale per rafforzare e consolidare le persone, invece di continuare a intervenire con piccoli correttivi». Ecco perché appare indispensabile tornare a parlare del salario minimo: «È una questione – aggiunge monsignor Ambarus – che non riguarda la politica, ma la dignità delle persone. Stiamo affermando un principio ovvio, più che assumere una posizione politica».

Inoltre, il presidente di Caritas italiana ha invitato a chiedersi: «Esiste – s’interroga – una compassione personale e collettiva capace di riconoscere davvero il problema? Solo partendo da questa inquietudine autentica possiamo trovare soluzioni efficaci. Senza questa consapevolezza, qualsiasi tavolo di confronto rischia di essere sterile». Rispondendo ai giornalisti, l’arcivescovo di Matera-Irsina ha rilanciato l’appello di don Marco Pagniello per istituire una misura universale contro la povertà: «Se troviamo le condizioni per rilanciare e addirittura rafforzare il tema del riarmo – denuncia monsignor Benoni Ambarus -, allora non può mancare lo spazio per affrontare il tema della dignità delle persone. Non possiamo definirci una società autenticamente civile se troviamo risorse per le armi e non per l’umanità. È una questione di civiltà. Ma il sostegno economico e l’accompagnamento delle persone devono procedere insieme. Non possono essere separati. Aumentare il reddito senza affiancare le persone in un percorso di crescita e inclusione, non basta a risolvere il problema della povertà».

Infine, il presule ha rivolto ancora un pensiero sull’aumento degli anziani che si rivolgono alla Caritas, anche in preda alla solitudine: «Impariamo – esorta l’arcivescovo – a prenderci cura delle persone sole. In una società sempre più segnata dalla diffidenza, bisognerebbe aiutare due persone sole che abitano nello stesso condominio ad incontrarsi, magari davanti a un tè o a un caffè. Da relazioni semplici come queste, possono nascere percorsi di sostegno reciproco e miglioramenti concreti nella vita delle persone. Ciascuno di noi può fare qualcosa, anche nel proprio piccolo».

About Davide De Amicis (4853 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
Contact: Website

Rispondi