"Nella Chiesa c’è posto per tutti – ribadisce Papa Francesco, parlando ai giovani che definisce “allergici alle falsità e alle parole vuote” -. La Chiesa è, e dev’essere sempre di più, quella casa dove risuona l’eco della chiamata per nome che Dio rivolge ad ognuno. Il Signore non punta il dito, ma allarga le braccia: ce lo mostra Gesù in croce. Lui non chiude la porta, ma invita a entrare; non tiene a distanza, ma accoglie. In questi giorni inoltriamo il suo messaggio d’amore “Dio ti ama, Dio ti chiama"
"La Chiesa è una madre - sottolinea il cardinale Zuppi -. Una madre non può dimenticare tutti i suoi figli. I suoi figli non sono una statistica, le 2.429 persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo e lungo le vie di terra cercando di raggiungere l’Europa alla ricerca di un futuro migliore da giugno 2023 ad oggi, non li dimentica. Perseverante, insistente, molesta, anche insolente. Guardando la sua sofferenza ritroviamo tutto il senso di dignità e umanità. Perdendo la loro, perdiamo la nostra. Non possiamo abituarci a persone che perdono la vita nell’angoscia del mare, della notte, dei deserti"
“I giovani oggi - conclude il porporato - non ascoltano, ma vogliono essere ascoltati. Vogliono essere accompagnati e non guidati alla maniera diciamo classica, vogliono essere protagonisti, non hanno lavoro, vogliono lavoro, vogliono lo spazio e purtroppo gli viene negato che vogliamo rinnovare la stessa Chiesa all’interno e avere energie nuove che sappiano vedere il futuro e dare un contributo alla società”.