"Il Vangelo - ricorda l'arcivescovo Valentinetti - va messo sul comodino sul comodino, perché ogni sera si legge una pagina di Vangelo, tutte le sere, in modo tale che si ascolta il Signore che parla e si ascolta che cosa Lui ci vuole dire e che cosa Lui vuole da noi e cosa chiede a noi. Sapete, a noi chiede una parola essenziale, amore, voler bene, perdonare, essere capaci di condivisione, di unità. Quella stessa parola di San Paolo agli efesini, “l'unità della comunità, l'unità della Chiesa”
"In un contesto come quello italiano - riflette monsignor Galantino -, in cui si raccolgono gravi segnali di malessere, di disagio e di demotivazione tra insegnanti e studenti, questi dati sono sicuramente consolanti e non possono essere taciuti, dandone merito in buona parte agli insegnanti di religione, che in questi trent’anni si sono formati seriamente nelle Facoltà teologiche e negli Istituti superiori di scienze religiose
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