Ultime notizie

“Si confermi la nostra fede e si apra nel cuore il desiderio della missione”

"Gesù è fondamentalmente costruttore di pace - ricorda l'arcivescovo Valentinetti -. È Colui che dà pace a tutta l'umanità. Ma quest’ultima, specialmente in questo periodo, non tiene conto del male che sta facendo la guerra, delle distruzioni, delle uccisioni e tutti noi dobbiamo essere convinti che la pace è il bene supremo della nostra vita, della nostra esistenza. E infatti Gesù aggiunge: "Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore"

Lo ha affermato martedì l’arcivescovo Valentinetti, presiedendo la santa messa della festa in onore di San Nunzio Sulprizio nel Santuario di Pescosansonesco

L'arcivescovo Valentinetti pronuncia l'omelia della santa messa in onore di San Nunzio Sulprizio

Un Santuario di San Nunzio Sulprizio a Pescosansonesco (Pescara) gremito, a partire dai sindaci dei comuni della Val Pescara e poi da centinaia di fedeli, ieri ha fatto da cornice alla festa in onore del giovane santo, punto di riferimento dei giovani e dei lavoratori, presieduta dall’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti e concelebrata dal vicario generale dell’Arcidiocesi don Amadeo Josè Rossi nonché dal rettore del Santuario don Nicola Della Rocca e dai sacerdoti della forania di Torre de’ Passeri.

Autorità e fedeli gremiscono il Santuario di Pescosansonesco

Nell’omelia, il presule ha trovato spunto dal Vangelo del giorno (Gv 14,27-31a) per tornare a rivolgere un appello alla pace di fronte alla tante e troppe guerre in corso: «“Vi lascio la pace, vi do la mia pace” – cita l’arcivescovo Valentinetti -. È questa è questa la parola del Signore nei confronti dei suoi discepoli, anche se aggiunge “non come la dà il mondo, io la do a voi”. Gesù è fondamentalmente costruttore di pace. È Colui che dà pace a tutta l’umanità. Ma quest’ultima, specialmente in questo periodo, non tiene conto del male che sta facendo la guerra, delle distruzioni, delle uccisioni e tutti noi dobbiamo essere convinti che la pace è il bene supremo della nostra vita, della nostra esistenza. E infatti Gesù aggiunge: “Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore”. Lui è Colui che ci salva dalla guerra e ci custodisce nella pace. Pertanto dice ai discepoli: “Non vi turbate, non pensate che con la guerra si possa risolvere ogni problema”».

Quindi l’arcivescovo di Pescara-Penne ha ragionato sul valore effettivo della pace nel contesto storico, sociale e politico del nostro tempo: «“Si vis pacem para bellum”, dicevano i vecchi latini – riprende l’arcivescovo -. Se vuoi la pace, prepara la guerra, mentre invece noi opponiamo, alla luce del Vangelo, “si vis pacem para pacem (se vuoi la pace, prepara la pace), cioè la parola di Dio che nasce dal cuore di ogni uomo. E Gesù dà un pegno a questi discepoli… “Non sia turbato il vostro cuore e io vado al Padre”. Accenna in maniera molto esplicita alla solennità dell’Ascensione, nella quale Gesù ascende al cielo in trono di gloria. Dunque, “se mi amate, vi rallegrereste che io andrò con l’Ascensione verso il Padre, perché il Padre è colui che mi ha fatto risorgere e il Padre è Colui che è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga e si riferisce a questo punto al mistero della croce. E quando avverrà, voi possiate credere”. Il vostro cuore si rimette nel cuore di Gesù, nel cuore della sua vita, della sua esistenza».

Le reliquie di San Nunzio portate in processione al termine della messa

Un aspetto, quest’ultimo, che monsignor Valentinetti ha approfondito riprendendo la prima lettura: «Tutto questo – aggiunge – creduto dai padri apostolici e dai padri che ci hanno trasmesso la fede, trova un compimento nel testo degli Atti degli Apostoli (At 14,19-28), quando Paolo investe tutta la sua vita per l’annuncio del Vangelo. Rischia anche la vita, perché più volte è stato lapidato. Allora i discepoli che lui costituisce diventano tanti, perché il Paolo fa tesoro di questa parola… “Vi lascio la pace, vi do la mia pace”. E la prima lettura ci ha annunciato tutto il cammino apostolico di Paolo, non sufficientemente compreso. Ma Paolo, dopo aver annunciato il Vangelo a quella città e aver fatto un numero considerevole di discepoli, si volge sui suoi passi, ritorna a Listra, a Iconio, ad Antiochia e conferma nella fede i suoi discepoli».

Da qui la preghiera di affidamento: «Per l’intercessione di San Nunzio – conclude monsignor Tommaso Valentinetti -, si confermi la nostra fede in questa parola del Signore… “Vi lascio la pace e vi do la mia pace”. E soprattutto,si apra dentro il nostro cuore il desiderio della missione. Siamo chiamati ad essere missionari nei luoghi stessi dove ci troviamo, perché la parola di Dio venga proclamata, perché la parola di Dio venga ascoltata.Poniamoci come fedeli servitori di San Nunzio, nella sua ottica di salvezza, per tutta la sua vita e la sua esistenza. Amen». Al termine della santa messa, le reliquie du San Nunzio Sulprizio sono state portate in processione sulle strade del borgo antico di Pescosansonesco.

About Davide De Amicis (4834 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
Contact: Website

Rispondi