"Ricominciamo – osserva il patriarca ecumenico Bartolomeo - con l’affermare ciò che la pandemia ha reso più evidente. L’appartenenza all’unica famiglia umana di tutti i popoli della terra e l’attenzione per la creazione. È pertanto indispensabile che tutti assieme riconosciamo, a tutti i livelli, non solo il concetto di diritti umani, ma la appartenenza all’unica umanità, con tutte le sue specificità, culture e identità"
La perdita di un lavoro stabile e la separazione dal coniuge sono i due motivi che incidono maggiormente per portare alla condizione di senza dimora, seguono poi le condizioni di salute. Tra il 2011 e il 2014 aumentano coloro che hanno sperimentato separazioni: dal 59,5 al 63%, più numerosi gli stranieri (da 54,4% a 57,8% per gli stranieri mentre da 67% a 69,6% tra gli italiani).
"Invitiamo le comunità ecclesiali - esortano i vescovi italiani - ad unirsi in preghiera per invocare il dono della pace nel mondo. Sarà un’occasione per rinnovare la nostra vicinanza alla popolazione e per affidare al Signore il nostro desiderio di pace. Chiedere la conversione del cuore, affinché si costruisca una rinnovata cultura di pace, sarà il modo in cui porteremo nel mondo quei germogli della Pasqua a cui ci prepariamo"
"È importante – sottolinea Francesco Samengo - mantenere un dialogo aperto e di supporto con i nostri figli. Questo può aiutarli a comprendere meglio, ad affrontare la situazione nel modo migliore possibile ed anche ad apportare un contributo positivo per gli altri"
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