"Non scopriamo il Signore - sottolinea il Papa - se non accogliamo in modo autentico l’emarginato, come San Francesco che non ha avuto paura di abbracciare il lebbroso e di accogliere coloro che soffrono qualsiasi genere di emarginazione. In realtà, proprio sul Vangelo degli emarginati, si gioca la nostra credibilità!"
"Il nostro sacerdote - ricorda Papa Bergoglio - non è un burocrate o un anonimo funzionario dell’istituzione; non è consacrato a un ruolo impiegatizio, né è mosso dai criteri dell’efficienza. Sa che l’Amore è tutto"
"Allora la formazione - sottolinea l'arcivescovo -, che può essere offerta a livello diocesana, sia incessante interessandoci dei problemi della storia, dei nostri paesi e delle nostre città. Non possiamo continuare a delegare altri e andare a votare, che è un diritto e un dovere, tappandoci il naso per quello che puzza meno"
"La Chiesa italiana - si legge nella nota finale dell’incontro dei vescovi - è in prima fila in tale servizio, con oltre 22 mila migranti ospitati in circa 1.600 strutture di diocesi, parrocchie, comunità religiose e famiglie"
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