"Aveva questa forza interiore - ricorda monsignor Ciani, canonico di San Pietro - dovuta proprio alla comunione con Dio, tanto che diceva: “La mia medicina è la comunione”. A tutti chiedeva: “Ma lei da quanto tempo non fa la confessione? Guardi che per andare in Paradiso bisogna confessarsi, riconciliarsi con Dio”
"Più serviamo - osserva il Papa -, più avvertiamo la presenza di Dio. Soprattutto quando serviamo chi non ha da restituirci, i poveri, abbracciandone le difficoltà e i bisogni con la tenera compassione. Lì scopriamo di essere a nostra volta amati e abbracciati da Dio"
"San Francesco - sottoline il cardinale Zuppi - è una figura capace di ispirare l’amore politico e quello per il creato, perché il bene comune prevalga sulle logiche speculative e del più forte. Celebrarlo significa credere che si può dialogare con tutti e che la pace inizia quando si considera l’altro un fratello"
Per il Papa l'insegnamento va oltre il contenuto: "È un atto d’amore che illumina il cammino – sottolinea -, perché possiamo recuperare il senso della fraternità, per non ignorare i più vulnerabili. L’educatore è un testimone che non dona le sue conoscenze intellettuali, ma le sue convinzioni, il suo impegno vissuto"
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