Secondo Amnesty nel 2017 vi sono state 993 esecuzioni in 23 Stati (1032 nel 2016, il 4% in meno), il 39% in meno rispetto alle 1.634 del 2015, il picco più alto: "I progressi dell’Africa subsahariana - commenta Salil Shetty, segretario generale di Amnesty International - rafforzano la posizione della regione come faro di speranza e fanno auspicare che l’abolizione di questa estrema sanzione, crudele, inumana e degradante, sia in vista"
"Una procedura di questo genere – sottolinea monsignor Mariano Crociata - scaturisce da una regolamentazione che tutti i Paesi europei si sono dati. È questa la prima cosa da capire. L’altra è che un debito molto alto e crescente è un peso per l’economia italiana e per tutti gli italiani e le conseguenze immediate e alla lunga possono essere gravi"
Un quadro che riguarda anche l’Italia: nel nostro Paese il 20% degli italiani più ricchi detiene il 61,6% della ricchezza nazionale netta, mentre il 20% dei più poveri ne detiene appena lo 0,4%