"I fedeli laici - sottolinea il Papa - non sono “ospiti” nella Chiesa, sono a casa loro, perciò sono chiamati a prendersi cura della propria casa. I laici, e soprattutto le donne, vanno maggiormente valorizzati nelle loro competenze e nei loro doni umani e spirituali per la vita delle parrocchie e delle diocesi"
"Prima della pandemia - osserva Alessandra Augelli, docente di pedagogia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza -, eravamo convinti che riempire l’agenda di appuntamenti fosse un bene per arricchire la vita pastorale delle parrocchie. Dobbiamo ripartire dal coraggio per stare di fronte alle domande di senso. Il vuoto, la malattia, la morte. La cosa più bella è iniziare dalla ricerca che non va contro la credibilità dell’essere cristiano. Non dobbiamo aver paura di condividere la ricerca. Il catechista scopre alcune cose stando insieme. A volte il riempire tutto di programmi e contenuti fa prevalere la logica umana che si basa su saperi e quantità. Abbiamo bisogno dello Spirito Santo che ribalta le priorità e scompagina i piani"
"Non intendo pubblicare una esortazione apostolica, basta il documento approvato - precisa il Papa -. Nel documento ci sono già indicazioni molto concrete di guida per la missione nelle chiese nei diversi continenti e nei diversi contesti. Lo metto a disposizione di tutti, per questo voglio che sia pubblicato: lo consegno al santo popolo fedele di Dio"
Secondo un nuovo report dell’Unicef, 190 milioni di bambini in 10 Paesi africani sono i più a rischio delle conseguenze di un mix di tre minacce proprio legate all’acqua: acqua e servizi igienici non adeguati, malattie correlate e rischi climatici. Una triplice minaccia che è più grave in Benin, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Costa d’Avorio, Guinea, Mali, Niger, Nigeria e Somalia che fanno dell’Africa occidentale e centrale una delle regioni con la peggiore insicurezza idrica e impatto climatico del mondo
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