"Tutti e tutto - ricorda monsignor Paglia - siamo accolti in quella casa comune che è il nostro pianeta con la sua terra, il suo mare e il suo cielo. È un dato oggettivo che ci avvolge e ci supera, ma nello stesso tempo ha bisogno di noi. E, purtroppo, non sempre ne siamo consapevoli. È da questa ignoranza infatti che sgorgano le gravi offese – a volte mortali – sia agli uomini sia alla creazione"
"I cristiani nella storia si sono inventati tante cose - ricorda Giuseppe Notarstefano -, le scuole, gli ospedali, le università. In fondo, sono state intuizioni che partivano dalla capacità di dare forma a delle opere di misericordia. Ecco, questo è un tempo in cui i cristiani devono immaginare delle forme di fraternità, di condivisione dove davvero si possa immaginare una civiltà più ospitale e più fraterna"
"Partecipando all’Eucaristia - ricorda il Papa - e nutrendoci di essa, noi siamo inseriti in un cammino che non ammette divisioni: il Cristo presente in mezzo a noi, nel segno del pane e del vino, esige che la forza dell’amore superi ogni lacerazione, e al tempo stesso che diventi comunione con il povero, sostegno per il debole, attenzione fraterna a quanti fanno fatica a sostenere il peso della vita quotidiana"
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