"Le comunità cristiane – ricorda Zuppi -, rifiutano la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti e, ispirate dall’insegnamento di papa Leone, avvertono come urgente il compito di educare alla pace, custodire la democrazia e costruire comunità"
"Il tempo - sottolinea il Papa - ci sta insegnando che non basta il solo inserimento geografico delle persone - ammonisce -, ma la sfida è una forte integrazione culturale. Questo lavoro è fondamentale e non rinviabile, a partire dalla consapevolezza che – come si legge nell’Evangelii gaudium – “il tutto è più delle parti” e dalla capacità di “lavorare per allargare lo sguardo”
"Forse - osserva monsignor Valentinetti - abbiamo già dimenticato la bellissima enciclica “Evangelii gaudium”. Ma credo che dovremo ritornare ancora, e Papa Leone ce ne sta indicando la strada, a quella enciclica dove si coniugano insieme l'annuncio del Vangelo e la carità. L'annuncio del Vangelo, un nuovo, rinnovato annuncio del Vangelo. La cosiddetta nuova evangelizzazione, non nuova nel contenuto, ma forse nuova nel metodo"
Oggi e domani - conclude Leonardis -, come Centro missionario diocesano - parteciperemo a tutte le messe, arricchite da testimonianze, invitando qualcun altro a partecipare al prossimo “banchetto”, il quale si celebrerà venerdì 25 ottobre alle 21 sempre al Santuario, dove faremo una solenne adorazione eucaristica in chiave missionaria"
"La questione di fondo è politica - sottolinea Oliviero Forti, responsabile area Immigrazione di Caritas Italiana - , ovvero non aver avuto il coraggio di dare una risposta coordinata ad un fenomeno che dovrebbe riguardare tutta l’Unione europea. Le paure di alcuni hanno prevalso sulla buona volontà di altri. Alcuni Paesi, tra cui l’Italia, hanno tentato di rimettere al centro la questione dell’immigrazione intesa come rispetto dei diritti e delle procedure, ma dopo gli attentati ha prevalso la paura e l’emotività, che hanno una immediata efficacia sul piano politico"
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