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Sinodo: “Ricominciamo da capo il cammino di sequela al Signore”

Monsignor Valentinetti ha quindi tratto quella che è la richiesta e l’aspettativa di Papa Francesco nei riguardi della Chiesa universale e delle Chiese locali, come quella di Pescara-Penne: "Una purificazione dei metodi – osserva -, degli stili, delle attenzioni, dei cammini di fede, delle celebrazioni liturgiche, dell’annuncio del Vangelo. Una purificazione per aderire sempre più non tanto alle mondanità, agli schemi umani, ma quanto e unicamente al Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo"

Lo ha affermato la scorsa domenica l’arcivescovo Valentinetti, presiedendo la messa di apertura sinodale nella Cattedrale di San Cetteo

L'arcivescovo Valentinetti pronuncia l'omelia

Il Sinodo “Per una Chiesa sinodale” è va colto come in invito a ricominciare da capo sul piano dell’evangelizzazione e della pastorale. Ne è convinto l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti che domenica sera, presiedendo una messa solenne nella Cattedrale di San Cetteo a Pescara, ha ufficialmente aperto anche il Sinodo della Chiesa di Pescara-Penne. La liturgia si è aperta con la consueta processione dei celebranti e dei concelebranti i quali, però, questa volta sono stati affiancati anche da un gruppo di laici: «Volgendo lo sguardo a Cristo Buon pastore, l’icona che professionalmente abbiamo intronizzato – afferma il presule avviando la celebrazione – , ci ricordi che Cristo è il Signore della nostra vita e l’itinerario sinodale che stasera inauguriamo nella nostra Chiesa diocesana, vuole essere anche un camminare dietro di Lui, un mettere i nostri passi dietro i Suoi passi. I laici e i le religiose che hanno accompagnato la processione, non sono altro che un segno di uno stare insieme, così come Papa Francesco ci ha chiesto, per camminare e seguire Cristo dove Lui vuole, dove ci porterà con questo itinerario secondo il disegno della Sua volontà, per l’Avvento del Regno di Dio».

L’arcivescovo Valentinetti presiede l’Eucaristia invitando a imitare l’esempio di Gesù Buon pastore

Successivamente, pronunciando l’omelia, l’arcivescovo Valentinetti ha chiarito meglio l’importanza del Sinodo per la Chiesa diocesana di Pescara-Penne: «L’itinerario sinodale che, in comunione con il Santo Padre Papa Francesco, inauguriamo con questa solenne celebrazione eucaristica – così come richiesto – è senz’altro un cammino di sequela del Signore – precisa -. Dobbiamo ricominciare da capo la nostra sequela. Questo, forse, è il pensiero che ci deve albergare maggiormente nel cuore. Forse abbiamo seguito il Signore con tanta buona volontà, con tanto impegno, rispondendo a cammini e schemi pastorali che ci hanno condotto fino a questo punto, ma è il momento in cui diventa verissima la Parola del Signore a Pietro, quando quest’ultimo protestava perché non voleva accettare la logica del rifiuto e della croce e Gesù gli dice “Torna indietro, torna a fare il discepolo, ricomincia da capo”. E forse, alla luce della Parola del Vangelo di questa sera, anche noi siamo esortati a ricominciare da capo. Infatti Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, erano andati al Signore a chiedere qualcosa di molto particolare. Volevano essere nella gloria, seduti uno alla destra e uno alla sinistra del Maestro. Ma Gesù pone ad essi una resistenza, facendo fare un esame di coscienza “Sapete quello che chiedete?”. Cioè “Sarete battezzati anche voi con lo stesso battesimo con cui io sono stato battezzato e berrete anche voi il calice che anch’io devo bere”. Che poi, tradotto in parole semplici, significa “Sarete purificati come io sarò ancora una volta in un cammino di purificazione, attraverso il mistero della croce, il mistero del rifiuto, il mistero dell’incomprensione e anche il mistero del dileggio”. In verità quella di Giacomo e Giovanni è una richiesta del tutto mondana, perché essi avevano paragonato il cammino di sequela a un cammino di gloria personale, di ricompensa. E anche gli altri fratelli di scandalizzando del loro comportamento, dimostrando un pochezza di vedute e di mentalità. Allora il Signore Gesù dice “Non è il cammino della mondanità che vi farà portatori dell’avvento del Regno di Dio, ma è qualcos’altro. È una purificazione continua dentro una storia che vi appartiene”».

Da questo episodio biblico, monsignor Valentinetti ha quindi tratto quella che è la richiesta e l’aspettativa di Papa Francesco nei riguardi della Chiesa universale e delle Chiese locali, come quella di Pescara-Penne: «Una purificazione dei metodi – osserva -, degli stili, delle attenzioni, dei cammini di fede, delle celebrazioni liturgiche, dell’annuncio del Vangelo. Una purificazione per aderire sempre più non tanto alle mondanità, agli schemi umani, ma quanto e unicamente al Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo. Certo, il cammino di Chiesa che in questo periodo di pandemia abbiamo maggiormente interiorizzato e vissuto, ci fa sperimentare innanzitutto che non siamo migliori i migliori. Seconda cosa, che forse tutto questo ha messo a nudo tante nostre carenze e tante nostre fatiche. Che forse, in passato, abbiamo ridotto lo sguardo a ciò che non meritava e non lo abbiamo rivolto a ciò che era necessario. Ma è il momento in cui, senza accuse, senza esami di coscienza esagerati, siamo chiamati a puntare i nostri occhi avanti. E in questo ricercarci vicendevolmente credenti veri e autentici, credenti della soglia, credenti ancora fuori dalla porta della chiesa, non credenti e forse anche avversari. Avere il coraggio di un confronto, di una reciprocità nello spirito dell’amore e, soprattutto, così come anche la pagina del Vangelo ci ha ricordato, nello spirito del servizio. “Tra voi non sia così. Chi vuol diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo, infatti, non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti”».

I fedeli presenti all’apertura del Sinodo

Da qui la domanda posta dall’arcivescovo di Pescara-Penne “Chi dobbiamo servire?”: «Innanzitutto – approfondisce – servire il Regno. In secondo luogo servire la Chiesa da poveri, da semplici. Secondo le proprie capacità servire la società, servire il mondo che ci circonda, servire la famiglia, servire i giovani, servire i poveri, gli ultimi, gli ammalati, gli oppressi, servire gli immigrati, servire tutti coloro che devono specchiarsi dentro l’immagine amorosa di quel pastore buono che porta ancora una volta, sulle sue spalle, la pecorella smarrita, che conduce pian piano le pecore madri e porta sul petto gli agnellini. Certo, è fatica, ma noi confidiamo che il sommo sacerdote grande che è passato attraverso i cieli, Gesù il Figlio di Dio – così come la pagina della Lettera agli Ebrei ci ha ricordato – ci farà mantenere ferma la professione della nostra fede. Infatti Egli condivide tutte le nostre debolezze. Condivide anche oggi le debolezze, le difficoltà e i peccati della Chiesa. Condivide tutto, messo alla prova in ogni cosa, certamente escluso il peccato per Lui, ma non escluso per noi poveri peccatori. E allora, ci accostiamo con piena fiducia al trono della grazia di questa sera e questa mensa eucaristica, per ricevere misericordia e trovare grazie e così essere aiutati in questo momento, che è il momento opportuno».

Infine l’appello rivolto dall’arcivescovo Valentinetti all’assemblea: «Così come ama fare Papa Francesco – conclude -, anche io questa sera ripeto pregate per me, pregate per il vostro pastore umano, pregate per i sacerdoti a lui connessi nel servizio pastorale per un motivo semplice e forte, così come la liturgia questa sera ci ha richiamato, perché possiamo essere veri servitori fino alla fine. Senza pretendere nulla in cambio, senza pretendere ricompense umane, senza ricercare favori dai potenti di questa terra, ma veramente essere degni di essere accolti quando alla fine della vita ci presenteremo davanti al trono dell’altissimo. E allora la speranza è che alcuni di quei fratelli e di quelle sorelle che avremo incontrato per caso, per ministero o per amore del nostro servizio, venga a farci strada e aprire la porta perché ci ha preceduto nel Regno dei cieli, Amen».   

About Davide De Amicis (3720 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa metropolitana di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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