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Cambiamenti climatici: “1 miliardo di bambini esposti ad un rischio alto”

"Nei prossimi 30 anni – osserva Catherine Russell, direttrice generale - si prevede che nasceranno circa 4,2 miliardi di bambini. La nostra responsabilità collettiva è di assicurare che siano preparati. L’Unicef chiede ai leader del mondo e alla comunità internazionale di mettere i bambini, gli adolescenti e le future generazioni al centro delle azioni urgenti per il clima per assicurare un futuro vivibile per tutti"

Emerge dal 6° Rapporto di valutazione del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc), commentato dall’Unicef

Emergono nuovi scenari inquietanti circa i rischi che l’uomo e la civiltà corrono a causa dei cambiamenti climatici: «L’analisi globale dell’Unicef – avverte Catherine Russell, direttrice generale dell’Unicef, – mostra che virtualmente ogni bambino è già esposto a rischi climatici. 1 miliardo di bambini – circa la metà della popolazione mondiale totale di bambini – è esposto ad un rischio estremamente alto, a causa di una combinazione letale di elevata esposizione a pericoli climatici e servizi essenziali insufficienti per aiutarli ad affrontarli».

Così la direttrice generale dell’Unicef ha commentato il Rapporto di sintesi del Sesto Rapporto di valutazione del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc): «Come chiarisce il rapporto – precisa la Russell -, il nostro mondo è già devastato dalle conseguenze del cambiamento climatico. Solo lo scorso anno, abbiamo visto una serie di disastri letali legati al clima, comprese le catastrofiche inondazioni in Pakistan, la storica siccità nel Sahel e nel Corno d’Africa e le ondate di calore torrido in alcune aree dell’Europa e del Medio Oriente. Questi eventi stanno acuendo la gravità delle crisi umanitarie esistenti, scatenando al contempo nuove ondate di sfollamenti di massa, malnutrizione e malattie. Inoltre, stanno portando alla competizione per risorse scarse, come l’acqua, aumentando il rischio di conflitti tra le comunità. Con l’intensificarsi dei cambiamenti climatici nei prossimi decenni, prevediamo che l’impatto sulle vite, sui mezzi di sussistenza, sui sistemi alimentari e idrici sarà devastante e che a soffrirne saranno soprattutto i bambini».

Catherine Russell, direttrice generale dell’Unicef

E ai problemi legati al cambiamento climatico, si somma anche il tema della carenza idrica e alimentare: «A cui i bambini – sottolinea la direttrice generale dell’Unicef – sono particolarmente vulnerabili. Nel mondo, 450 milioni di bambini vivono in aree ad alta o estremamente alta vulnerabilità idrica, mentre 27 milioni di bambini sotto i 5 anni affrontano una grave insicurezza alimentare legata alla siccità. La crisi climatica è una crisi dei diritti dei bambini e li sta privando della salute e delle loro case, li sta derubando delle proprie culture e degli stili di vita, in una parola del loro futuro». Ciononostante, al momento non viene fatto abbastanza per risolvere e prevenire questi drammi: «Nonostante i dati evidenti – ammonisce Catherine Russell -, gli appelli dei giovani e il diritto umano recentemente sancito a un ambiente pulito, sano e sostenibile, l’azione globale per il clima è di gran lunga insufficiente. I leader mondiali continuano a fare promesse inadeguate e a compiere progressi troppo lenti sulla riduzione delle emissioni, sui finanziamenti per il clima, sull’adattamento e sul rafforzamento della resilienza delle comunità».

Eppure, il rapporto Ipcc è una chiara esortazione ad intervenire subito: «Per assicurare un futuro vivibile e sostenibile per tutti – raccomanda la direttrice generale dell’Unicef -. Le decisioni che prendiamo e le azioni che compiamo stanno plasmando il mondo che i nostri bambini erediteranno. Dimostriamo alle generazioni che verranno che quando hanno avuto bisogno di noi per lottare per il loro futuro, lo abbiamo fatto». Anche perché il futuro che ci attende sarà impegnativo: «Nei prossimi 30 anni – osserva la Russell – si prevede che nasceranno circa 4,2 miliardi di bambini. La nostra responsabilità collettiva è di assicurare che siano preparati. L’Unicef chiede ai leader del mondo e alla comunità internazionale di mettere i bambini, gli adolescenti e le future generazioni al centro delle azioni urgenti per il clima per assicurare un futuro vivibile per tutti».

A tal proposito, la direttrice generale ha indicato quattro azioni fondamentali da compiere: «In primo luogo – esorta la direttrice generale dell’Unicef -, tutte le parti devono intensificare gli impegni e le azioni per colmare il divario di emissioni e accelerare la transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili. Le economie sviluppate, soprattutto quelle che emettono di più, devono raggiungere le zero emissioni nette entro il 2040 e sostenere le economie emergenti con le conoscenze e i finanziamenti per raggiungere i loro obiettivi al 2050. In secondo luogo, i bambini e le loro comunità devono essere protetti dalla devastazione climatica. Esortiamo tutti i governi ad adottare politiche di sviluppo resilienti al clima e ad adattare con urgenza i servizi sociali di base da cui dipendono il benessere e i diritti dei bambini – come l’acqua e i servizi igienici, la salute, la nutrizione, l’istruzione e la protezione dell’infanzia – alla nostra nuova realtà climatica. Inoltre, per salvaguardare i bambini, soprattutto quelli più vulnerabili, è necessario un aumento ingente dei finanziamenti, perché gli impegni a raddoppiare i finanziamenti per il clima devono essere rispettati e poi aumentati. I finanziamenti per l’adattamento devono essere drasticamente aumentati, dando priorità ai servizi sociali essenziali su cui i bambini fanno affidamento, riconoscendo la loro particolare vulnerabilità. Infine, ogni governo deve garantire che i bambini siano preparati alla vita in un mondo in cui il clima sta cambiando, fornendo loro le competenze necessarie per sopravvivere e prosperare. L’educazione climatica e l’offerta di “competenze verdi” consentiranno loro di partecipare in modo significativo e di contribuire alla creazione di un mondo più sostenibile, in cui sviluppo economico e sostenibilità ambientale vadano di pari passo».

About Davide De Amicis (4423 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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