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“Con la Pasqua Gesù ci farà tornare a vivere ed esultare di gioia e bellezza”

"Faremo le 14 stazioni della Via Crucis - precisa l'arcivescovo Valentinetti, parlando del Venerdì santo - in obbedienza a quanto ci ha chiesto Papa Francesco di pregare particolarmente per la pace, per le situazioni tragiche che si stanno vivendo in tutto il globo terrestre. E allora, proprio perché la preghiera possa risultare più intensa e più calorosa e più fervorosa da parte del popolo di Dio, abbiamo pensato a una buona filodiffusione, in modo tale che tutto il popolo del di Dio che si radunerà da piazza Sacro Cuore a piazza Salotto, possa partecipare a questo momento di vera preghiera, perché è questo ciò che chiede il Signore, è questo ciò che chiede la Chiesa"

Lo ha ricordato ieri l’arcivescovo Valentinetti, presiedendo la messa della Domenica della Palme nella Cattedrale di Pescara

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, benedice gli ulivi e le palme - Foto: Gisella Mariani

Con la commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e la benedizione dei ramoscelli d’ulivo impartita dell’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, che ha poi fatto ingresso poi nella Cattedrale di San Cetteo con il tradizionale “parmurelo” (ramo di palma intrecciato) tra le mani, ieri mattina ha avuto inizio la santa messa solenne della Domenica delle Palme. Una liturgia eucaristica, molto partecipata dai fedeli che hanno gremito la Cattedrale di Pescara, concelebrata dal vicario generale dell’arcidiocesi di Pescara-Penne e parroco di San Cetteo monsignor Francesco Santuccione e dai sacerdoti del Capitolo metropolitano, nonché animata dal Coro liturgico diocesano diretto da Roberta Fioravanti.

L’arcivescovo Valentinetti accoglie i fedeli col parmurelo

Breve, ma intensa poi l’omelia dell’arcivescovo Valentinetti dopo la lunga proclamazione a tre voci della Passione secondo l’evangelista Matteo: «Questa liturgia – afferma il presule – ci fa vivere una grande traiettoria. Abbiamo iniziato contemplando il Cristo che entrava in Gerusalemme, glorioso, osannato, accolta dalla folla dai discepoli. Ma umile, semplice, povero. Non tanto come doveva essere l’ingresso di un re Messia nella sua città. Un discendente di Davide, ma un re mite, mansueto, che non confidava nella violenza, non confidava nella forza, non confidava sui poteri umani. E questa traiettoria, poi, si disegna in maniera straordinaria nel nella narrazione della Passione. Che cosa accade? Che il nonviolento riceve violenza. Non solo, è tradito, abbandonato, venduto e rinnegato. Coloro che lo avevano seguito dalla Galilea lo abbandonano, solo le donne rimangono a guardare e a seguire, forse a piangere e a consolare. Ma l’ultimo grido è un grido, forse, di grande solitudine e di grande disperazione “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?Gli esegeti dicono che Gesù in quel momento recitava un salmo, il Salmo 22 che abbiamo cantato tra le letture, ma probabilmente la parola umanissima di un uomo che gridava finalmente a Dio, al Padre, la sua innocenza e la consegna definitiva della sua vita, per amore e solo per amore, che aveva già fatto con i suoi discepoli, dando il suo corpo e il suo sangue da bere e da mangiare nell’Eucarestia. Ecco la grande traiettoria, che già fa preludere a quella attesa della risurrezione del Cristo veramente glorioso, non più abbandonato, non più solo, non più tradito, venduto e rinnegato».

L’arcivescovo Valentinetti pronuncia l’omelia

Da qui l’accostamento dell’arcivescovo di Pescara-Penne della traiettoria di vita di Gesù alla nostra: «Quante volte – osserva monsignor Tommaso Valentinetti – la nostra traiettoria di vita assomiglia alla traiettoria dignità di Gesù?! Diciamocelo francamente… Anche noi viviamo momenti di esaltazione, momenti di soddisfazione, momenti di bellezza, ma viviamo anche tanti momenti di fatica, di solitudine, di abbandono, di silenzio. E allora quello è il momento in cui dobbiamo reimmergerci in questo mistero, che ci è stato narrato ancora una volta nella Domenica delle palme, e sapere che c’è qualcuno che ci ha preceduto, c’è qualcuno che ha già riassunto questa nostra vicenda umana, l’ha nascosta in una tomba e da quella tomba farà tornare a vivere e a esultare di gioia e di bellezza. È questo l’augurio che faccio a tutti voi, perché possiate vivere questa Settimana santa con questo spirito ed esultare di gioia il giorno di Pasqua, perché Cristo è il nostro unico Signore, amen».

I tanti fedeli che hanno riempito la Cattedrale di San Cetteo

E al termine della messa, sono stati ricordati i principali appuntamenti di questa settimana che ci condurrà alla Pasqua, tra cui quello innovativo della Via Crucis di Venerdì santo, che partirà alle 19.30 da piazza Sacro Cuore (al termine dell’adorazione della croce che avrà luogo alle 18 nell’adiacente Santuario della Divina misericordia) e giungerà in piazza Salotto dopo aver attraversato e meditato le 14 stazioni che narrano la Passione di Gesù: «Via Crucis – precisa l’arcivescovo Valentinetti – che non sostituirà assolutamente la processione, perché le immagini del Cristo morto e della Madonna saranno portate. Abbiamo accorciato il percorso per fare le 14 stazioni della Via Crucis in obbedienza a quanto ci ha chiesto Papa Francesco di pregare particolarmente per la pace, per le situazioni tragiche che si stanno vivendo in tutto il globo terrestre. E allora, proprio perché la preghiera possa risultare più intensa e più calorosa e più fervorosa da parte del popolo di Dio, abbiamo pensato a una buona filodiffusione, in modo tale che tutto il popolo del di Dio che si radunerà da piazza Sacro Cuore a piazza Salotto, possa partecipare a questo momento di vera preghiera, perché è questo ciò che chiede il Signore, è questo ciò che chiede la Chiesa».

About Davide De Amicis (4443 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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