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70 anni di messa in tv: “Anche così si rinsaldano i legami della comunità”

"È uno degli appuntamenti televisivi più longevi – afferma Corrado -, contemporaneo all’inizio ufficiale delle trasmissioni della Rai (3 gennaio 1954) e, prima ancora, al percorso sperimentale che l’ha preceduto (dal 1952). La prima volta della santa messa teletrasmessa fu, infatti, il 10 gennaio 1954 dalla Basilica di San Simpliciano a Milano, sette giorni dopo il 'debutto' della Rai"

Lo ha ricordato Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della Cei, nella sua newsletter

L'arcivescovo Valentinetti presiede la santa messa in diretta su Rai 1 dalla chiesa di San Pietro Apostolo a Pescara il 27 agosto 2023

La santa messa in televisione, che in molte occasioni – fino allo scorso 27 agosto nella chiesa di San Pietro apostolo – ha fatto tappa anche a Pescara, compie in questi giorni i suoi primi 70 anni. Lo ha ricordato ieri il direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana Vincenzo Corrado, nell’ambito della sua newsletter: «È uno degli appuntamenti televisivi più longevi – afferma -, contemporaneo all’inizio ufficiale delle trasmissioni della Rai (3 gennaio 1954) e, prima ancora, al percorso sperimentale che l’ha preceduto (dal 1952). La prima volta della santa messa teletrasmessa fu, infatti, il 10 gennaio 1954 dalla Basilica di San Simpliciano a Milano, sette giorni dopo il “debutto” della Rai».

Vincenzo Corrado, direttore Ufficio Comunicazioni sociali Cei

Un appuntamento che nel tempo è stato sempre più migliorato e regolamentato: «In questi decenni – spiega Corrado – non sono mancati gli approfondimenti teologici sulla materia, che è regolata dal punto di vista organizzativo da una convenzione tra Rai e Cei, peraltro recentemente rinnovata. Il documento dell’Episcopato italiano del 1973, “Norme per la trasmissione televisiva della Messa”, risolve in modo efficace le varie questioni offrendo anche indicazioni e spunti di riflessione tuttora attuali».

Secondo il direttore dell’Ufficio nazionale delle Comunicazioni sociali Cei, la conclusione del documento sottolinea la “testimonianza” della trasmissione televisiva: “Non solo di un clero e di un’assemblea che s’impegnano in una celebrazione ben fatta – si legge -, ma di tutto un popolo che guarda, che ascolta, che prega, che canta, e professa così la sua fede”: «In questo – conclude Vincenzo Corrado – viene espressa vicinanza e prossimità a chi è malato o, per varie ragioni, impossibilitato a essere presente. Anche in questo modo si rinsaldano i legami della comunità».

About Davide De Amicis (4403 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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