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“Il grande miracolo di Lourdes è l’amore misericordioso di Dio”

"La fede è mettersi dietro la sequela di Gesù - sottolinea monsignor Valentinetti -, mettere i nostri passi dietro i suoi passi. Ah, certo, non è facile mettere i nostri passi dietro i suoi passi, perché ci fa salire per la strada della Croce, ci fa salire sulla strada della fatica, del dubbio, dell'incertezza, dell'inquietudine, della malattia, della sofferenza. Ci fa salire attraverso passaggi impervi, ci fa salire fino a Lui, ma poi ci porta la luce"

Lo ha affermato ieri l’arcivescovo Valentinetti, presiedendo la santa messa al termine della Peregrinatio Mariae organizzata dall’Unitalsi

L'arcivescovo Valentinetti pronuncia l'omelia in presenza dell'effige della Madonna di Lourdes
Rita Circeo, presidente della Sottosezione Unitalsi di Pescara

La Cattedrale di San Cetteo a Pescara, ieri e sabato sera, è stata letteralmente gremita dai fedeli che hanno fatto visita all’effige della Madonna di Lourdes nella sua ultima tappa pescarese della Peregrinatio Mariae organizzata dall’Unitalsi. La statua mariana era stata presa in consegna a Manoppello venerdì sera dai volontari della Sottosezione Unitalsi di Pescara, che l’hanno esposta nell’ambito di diverse tappe: «Una cosa bellissima – racconta Rita Circeo, presidente della Sottosezione Unitalsi di Pescara -, veramente bella e ogni giorno e ogni luogo dove siamo andati è stata un’emozione grande e diversa. Abbiamo aperto con la parrocchia Santo Stefano, dove c’è stato un afflusso veramente incredibile. E poi siamo stati anche all’ospedale, nel cortile dove penso che abbiamo portato veramente un angolo di Lourdes e tanta speranza per tante persone. Quindi la messa nella cappella dell’ospedale. E poi altro luogo di grande commozione, ma di grande partecipazione alle Casa circondariale, dove suor Livia ci ha accolto con i suoi amici detenuti in una maniera veramente festosa. Hanno sventolato i fazzoletti bianchi nel saluto finale. Abbiamo portato la statua anche nel ramo della massima sicurezza. Lì leggevamo negli occhi di quei ragazzi veramente tanta fede e alcuni sono venuti con noi in pellegrinaggio a Loreto e non vedono l’ora di tornarvi. Un’altra emozione sabato, la grandissima accoglienza qui in Cattedrale di San Cetteo, con centinaia di bambini e scout. Con le fiaccole e con le candele accese abbiamo fatto la processione interna, sembrava veramente di stare al Lourdes. Una partecipazione molto calda, questi bambini sono stati veramente molto attenti. Sabato sera, poi, la veglia e l’adorazione. Abbiamo vissuto due momenti di adorazione molto intensi, preparati in collaborazione anche con la parrocchia di San Cetteo».

Infine, ieri mattina, la santa messa presieduta dall’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, concelebrata dal parroco della Cattedrale monsignor Francesco Santuccione e dai sacerdoti del Capitolo metropolitano: «Oggi – premette il presule ad inizio messa – è la quarta domenica di Quaresima, detta anche “Domenica Laetare”, e per un mistero della Provvidenza questa gioia – la parola “laetare” significa gioire – la condividiamo con la Madre di Dio. Con colei che, nella grotta di Massabielle, si è chiamata l’Immacolata concezione. In questo pellegrinaggio dell’immagine di Maria, venerata a Lourdes particolarmente durante le processioni aux flambeaux, ci affidiamo alla sua intercessione perché il Signore ci dia la vera gioia. Quella gioia che scaturisce dalla misericordia, che scaturisce dalla fede, che scaturisce dalla luce della verità».

L’arcivescovo Valentinetti pronuncia l’omelia

Nell’omelia, l’arcivescovo Valentinetti ha innanzitutto riflettuto sul brano al centro del Vangelo della quarta domenica di Quaresima: «Il brano del Vangelo di questa quarta domenica di Quaresima – afferma monsignor Valentinetti – è uno stralcio del famosissimo discorso del capitolo tre dell’Evangelo di Giovanni, il dialogo tra Gesù e Nicodemo. Chi era Nicodemo? Era un membro del Sinedrio, dove già si stava preparando la condanna a morte di Gesù. Il Vangelo di Giovanni, già dalle prime battute, fa notare che c’è qualcuno – più di qualcuno – che vuole la morte di Gesù. E allora Nicodemo va da Gesù di notte, probabilmente per non farsi vedere perché aveva paura dei suoi compagni che lo avrebbero potuto giudicare – o che avrebbero potuto pensare che egli era discepolo di quel rabbì – e dunque non si vuol far vedere. Va da Gesù di notte, ma quella notte ha anche un altro significato. È la notte del cuore, dell’anima, dell’interiorità di Nicodemo. È la notte di chi non sa che cosa fare. È turbato, aveva ascoltato le parole di quel rabbì, era stato attratto da quel Maestro, ma c’era qualcosa che non lo convinceva pienamente e dunque ha un grande turbamento, un grande dubbio».

Da qui un primo riferimento al nostro contesto attuale: «Forse qualcuno di noi, molto spesso – osserva Valentinetti -, ha sperimentato questo turbamento, questo dubbio, questa fatica di riconoscere la verità, che poi è la conclusione del testo che abbiamo ascoltato. “Chiunque fa il male odia la luce e non viene alla luce, perché le sue opere non vengano riprovate. Chi invece fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio”. E allora in questo dialogo, in questa relazione che si crea tra Gesù e questo personaggio, c’è una rivelazione, anzi c’è una doppia rivelazione. La prima rivelazione è che Dio, infatti, ha mandato il Figlio nel mondo non per condannarlo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di Lui. Tu sei Nicodemo, ma tu sei Antonio, tu sei Anna, tu sei Francesco, tu sei Maria. Puoi aver commesso forse i peccati più grandi, forse il tuo turbamento interiore è veramente profondo, ma sappi che Dio ha mandato il Figlio nel mondo non per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Perché il mondo si salvi per mezzo di Lui, “Non avere paura, non avere timore”».

L’arcivescovo Valentinetti incensa l’effige della Madonna di Lourdes

E qui c’è il collegamento con il messaggio profuso a Lourdes: «Che è il messaggio della misericordia, del perdono – sottolinea l’arcivescovo di Pescara-Penne -, l’amore misericordioso del Signore. Sapete, ce ne sono stati tanti di miracoli fisici, ma il grande miracolo di Lourdes è l’amore misericordioso di Dio, è il perdono, è la coscienza che Dio ha mandato il Figlio nel mondo non per condannarlo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di Lui. Del resto, anche il fondatore dell’Unitalsi era disperato, voleva fare un gesto eclatante, voleva ammazzarsi dentro la grotta di Lourdes e lì capisce che quel turbamento era quello della sua vita che lo stava condannando, mentre invece l’amore di Dio lo stava salvando, lo stava prendendo per mano».

Quindi un secondo aspetto legato alla vicenda biblica di Nicodemo: «Poi – denota il presule – c’è un secondo regalo che Gesù fa a Nicodemo, il regalo della fede. Chi crede in Lui non è condannato, ma chi non crede è già stato condannato perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. Ma che cos’è la fede? Ci siamo mai fatti questa domanda? La fede è mettersi dietro la sequela di Gesù, mettere i nostri passi dietro i suoi passi. Ah, certo, non è facile mettere i nostri passi dietro i suoi passi, perché ci fa salire per la strada della Croce, ci fa salire sulla strada della fatica, del dubbio, dell’incertezza, dell’inquietudine, della malattia, della sofferenza. Ci fa salire attraverso passaggi impervi, ci fa salire fino a Lui, ma poi ci porta la luce. Ci porta la luce della verità, la luce della risurrezione. Quella notte di Nicodemo si illumina, non diventa più notte, così come le tante fiaccole che illuminano la processione aux flambeaux a Lourdes, sono il segno della luce che viene nel mondo, sono il segno di una risurrezione che è la meta della nostra vita, che è la forza della nostra esistenza, guidati per mano – e questo è il segno di portare un’immagine di Maria – dalla Vergine Santa».

I fedeli presenti nella Cattedrale di San Cetteo

Da qui l’auspicio conclusivo dell’arcivescovo Valentinetti: «Allora – conclude – camminiamo in questa speranza, carissimi fratelli, nella certezza che il Signore – a noi – anche stamattina fa questi due regali, il regalo della fede e il regalo della misericordia. La certezza che Gesù è venuto nel mondo non per condannarlo, ma per salvarlo, per “mostrare – e qui prendo in prestito, per concludere, la frase della lettera di San Paolo agli efesini – nei secoli futuri, quindi a noi, la straordinaria ricchezza della sua grazia, mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù”. Grazie Signore di questo dono, grazie per avercelo fatto questa mattina per le mani della Vergine Maria. Amen».

Al termine della Peregrinatio Mariae, è stata grande la soddisfazione dell’Unitalsi per la grande partecipazione dei fedeli all’evento. E ora l’invito è proprio a recarsi in pellegrinaggio a Lourdes: «Ci torneremo a fine luglio – annuncia Rita Circeo -, con il pellegrinaggio regionale che compiremo muovendoci in pullman e in aereo e poi con un secondo pellegrinaggio regionale a fine settembre, quando ci sposteremo in pullman, aereo e treno. Vi aspettiamo».

About Davide De Amicis (4373 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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