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Caritas: sono 84.248 i volontari attivi in Italia, soprattutto in parrocchia

Il 78% dei volontari si impegna per “essere utile agli altri, alla società”. Al secondo posto emerge l’esigenza di essere coerenti con la propria fede religiosa (49%). Sono invece poco rilevanti le motivazioni utilitaristiche (far carriera, ottenere crediti formativi, farsi strada in un nuovo ambiente di lavoro, ecc.), espresse soltanto dal 2,8%. Il dato, dunque, dimostra la forte componente di gratuità che contraddistingue da sempre l’impegno volontario nel mondo della Caritas

Lo ha reso noto il primo Rapporto sul volontariato Caritas in Italia, diffuso ieri nel corso di un incontro online

Volontari Caritas in servizio ad una mensa - Foto: Siciliani-Gennari/Sir

Ieri sera, nell’ambito di un incontro online, è stato presentato il primo Rapporto sul volontariato Caritas in Italia, dal quale emerge come siano 84.248 i volontari operativi nelle Caritas italiane. Di questi 22.275 sono attivi nei servizi diocesani, mentre 61.973 sono in forze nelle parrocchie. Un dato riferito al 2023 e in calo rispetto al 2020, probabilmente a causa delle limitazioni della pandemia di Covid-19 che hanno fermato molti anziani in quel periodo difficile, quando i volontari Caritas operativi in Italia erano in tutto oltre 93 mila.

Il rapporto, in 80 pagine, racconta la presenza e l’attività dei volontari in centri e servizi residenziali e non a livello diocesano (mense, centri di distribuzione di beni, empori, ostelli notturni, case fa miglia e comunità alloggio, centri di ascolto, ecc…). È ampiamente superiore la presenza dei volontari in ambito parrocchiale, dove emergono oltre 61 mila presenze, specialmente in Puglia e in Umbria. La metà dei volontari è attiva soprattutto nelle regioni del Nord Italia con il 50,4%), mentre il 16,6% opera nel Centro e il 33% nel Mezzogiorno (Sud e Isole).

La regione con il più alto tasso di volontari sulla popolazione residente è l’Emilia-Romagna (in media 99 volontari per 100mila abitanti), seguono le Marche e la Basilicata (con 90,5). In teoria ogni diocesi italiana può contare su un numero medio di 103 volontari, ma in genere le disponibilità variano da 2 a 50 presenze. Esistono però situazioni opposte: diocesi con soli 2 volontari e diocesi che invece possono contare fino a 900 e 1.200 presenze. Il profilo del volontario Caritas, tra l’altro, sfata in parte l’idea che a svolgere questo servizio siano in maggioranza assoluta anziani. Infatti il 38,3% è over 65, tutti gli altri sono di età compresa tra 18 e 64 anni. I giovani under 35 sono il 16,3%. Il volto dei volontari è però ampiamente femminile, con il 60,3% di presenze.

I volontari hanno un titolo di studio medio-alto: il 77,4% ha almeno la maturità (il 34,2% è laureato). Sono per la maggior parte pensionati (41,8%) e occupati (34,8%). È stata indagata anche la modalità d’accesso al volontariato Caritas, che avviene essenzialmente attraverso la frequentazione del mondo parrocchiale o associativo-cattolico (42%) oppure mediante contatti personali con operatori Caritas o altri tipi di figure attive nel contesto socio-assistenziale locale (41,3%). È invece scarsa la presenza di giovani che restano in diocesi come volontari dopo aver svolto il servizio civile.

Infine, sono state approfondite anche le motivazioni alla base della scelta di diventare volontari Caritas. Il 78% di loro si impegna per “essere utile agli altri, alla società”. Al secondo posto emerge l’esigenza di essere coerenti con la propria fede religiosa (49%). Sono invece poco rilevanti le motivazioni utilitaristiche (far carriera, ottenere crediti formativi, farsi strada in un nuovo ambiente di lavoro, ecc.), espresse soltanto dal 2,8%. Il dato, dunque, dimostra la forte componente di gratuità che contraddistingue da sempre l’impegno volontario nel mondo della Caritas.

About Davide De Amicis (4400 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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