"Sono convinto - sottolinea don Marco Pagniello - che la maggior parte delle persone che arrivano non vorrebbero lasciare il loro Paese. Invece di spendere soldi per costruire carceri in Albania, spendiamoli per dare alle persone le condizioni necessarie per rimanere nel loro Paese. C’è bisogno di una conversione quasi totale di tutto il sistema"
L’idea, secondo Andrea Riccardi, è quella di aprire e gestire, in maniera autofinanziata, degli humanitarian desk da dislocare in Marocco, Libano e Libia che, in collegamento con i consolati delle ambasciate europee, permettano ai richiedenti asilo di ottenere un visto per motivi umanitari per l’Europa e di raggiungerla così, in modo sicuro"
"È un mistero d’amore che abbiamo contemplato nella natività – ricorda l’arcivescovo di Pescara-Penne -, è un mistero d’amore che contempliamo con la visita dei pastori, è un mistero d’amore contemplato nella visita dei magi, ma è un mistero d’amore che prende forma di una Persona che con le parole umane, con la saggezza umana, con i gesti umani, con l’amore umano ha raccontato il vero amore del Padre. Essere Figlio prediletto per raccontare l’amore del Padre, per inserirci nell’amore del Padre e per divenire tutti quanti insieme, anche noi, operatori dell’amore del Padre"
L’Istat, tra l’altro, ha calcolato che nel 2015 in Italia 1,1 milioni di minori vivono in condizione di povertà assoluta, ossia nell’impossibilità di avere accesso a un paniere di beni e servizi che, nel contesto italiano e per una determinata famiglia, è considerato essenziale per uno standard di vita minimamente accettabile: "Tutti i bambini devono essere ricchi in egual misura – sottolinea la Garante Albano – e la lotta alla povertà rappresenta una sfida da vincere per garantire l’uguaglianza, nella consapevolezza che la povertà dei bambini di oggi si trasformerà nella povertà degli adulti di domani"
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