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Gesù: “Il suo compito è insegnarci a vivere con sobrietà, giustizia e pietà”

"È un mistero d’amore che abbiamo contemplato nella natività – ricorda l’arcivescovo di Pescara-Penne -, è un mistero d’amore che contempliamo con la visita dei pastori, è un mistero d’amore contemplato nella visita dei magi, ma è un mistero d’amore che prende forma di una Persona che con le parole umane, con la saggezza umana, con i gesti umani, con l’amore umano ha raccontato il vero amore del Padre. Essere Figlio prediletto per raccontare l’amore del Padre, per inserirci nell’amore del Padre e per divenire tutti quanti insieme, anche noi, operatori dell’amore del Padre"

Lo ha affermato oggi l’arcivescovo Valentinetti, presiedendo la santa messa – in diretta su Rai 1 – da Pianella

Monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, pronuncia l'omelia

È stata una santa messa caratterizzata dal raccoglimento e dalla bellezza, quella presieduta stamani dall’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Pianella (Pescara), nella solennità del Battesimo di Gesù, in diretta su Rai 1 (clicca qui per rivedere la celebrazione eucaristica). Il raccoglimento è stato favorito dalla meditazione del presule, mentre la bellezza è arrivata dalla chiesa sapientemente ripresa dalle cinque telecamere della squadra Rai esterna 3 di Napoli, dirette dal regista – anch’egli pescarese – don Simone Chiappetta, accompagnate dal commento liturgico di Orazio Coclite con l’animazione dei Cori riuniti dell’Arcidiocesi di Pescara-Penne diretti da Roberta Fioravanti, sulle note dell’organo suonato dal maestro Francesco Alessandrini.

Nell’omelia, l’arcivescovo Valentinetti ha esordito facendo innanzitutto riferimento alla seconda lettura: «Ci riporta, nella prima parte – spiega -, gli stessi versetti che sono stati proclamati nella notte di Natale, nella Messa della natività “Figlio mio, è apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini”. Ma mentre il riferimento all’apparizione nella notte di Natale era riferito fondamentalmente alla nascita di quel Bambino, il Verbo fatto carne, in questo caso nella narrazione dell’evento del Battesimo di Gesù, l’apparizione della grazia e della salvezza si riferisce proprio al momento in cui Gesù viene battezzato da Giovanni Battista nel fiume Giordano. Mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea come una colomba e la voce dal cielo “Tu sei il figlio mio, l’Amato, in te ho posto il mio compiacimento”».

I fedeli nella chiesa di Santa Maria Maggiore

Ecco, dunque, una nuova manifestazione: «Questa volta dentro qualche cosa – approfondisce l’arcivescovo di Pescara-Penne -, che era diventata probabilmente tradizionale per quel tempo in Israele, le abluzioni giovanee o forse le abluzioni di tanti altri gruppi che vivevano questa stessa pratica, ma l’evento straordinario, lo Spirito Santo che scende sotto forma di colomba e che in qualche modo dà un sigillo, attraverso una voce dal cielo, a quel Figlio, l’Amato, in cui era stato posto il compiacimento del Padre. Lui, che era venuto per fare la spiegazione del Padre, l’esegesi del Padre, riceve la conferma “Sì, tu sei il Figlio, l’Amato”».

A questo punto, il presule si è domandato quale fosse il compito di questi Figlio amato: «Che – continua monsignor Valentinetti – non disdegna di mettersi in fila con tutti gli altri peccatori, le prostitute, i pubblicani, che vanno al battesimo del Battista? Che non ricusa di essere uno tra i tanti, nascosto, silenzioso, ma che viene confermato da questa voce dal cielo e dalla forza dello Spirito? Il suo compito è insegnare a rinnegare l’empietà e i desideri mondani, così come ci dice sempre la seconda lettura, e a vivere in questo mondo con sobrietà, giustizia e pietà nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria di Dio e di Gesù Cristo, lo stesso Gesù Cristo. Quella gloria che si inizia a manifestare nel Battesimo, quella gloria che prende forma ancor di più nel momento della Trasfigurazione, quella gloria che secondo l’evangelista Giovanni appare sulla croce, quella gloria che appare tante volte nelle apparizioni ai discepoli dopo la Risurrezione e poi nell’apparizione finale sul lago di Tiberiade. Ecco, allora, il compito di questo Figlio amato, ecco il compito di insegnamento, di farci entrare dentro questo mistero di rinnovamento, che viene simboleggiato ottimamente dalla realtà battesimale, perché chiaramente tutto si rinnova, è un lavacro di rigenerazione».

L’arcivescovo Valentinetti con don Simone Chiappetta, a fine messa, sul pullman regia

E da tutto questo emerge una verità: «Siamo oggetto di riscatto, sempre secondo la lettera di san Paolo, da ogni iniquità – denota il presule – per formare un popolo puro, che gli appartenga, finalmente e definitivamente, pieno di zelo per le opere buone. Ma questo è possibile proprio perché Gesù ce l’ha procurato, proprio perché per mezzo di Gesù, grazie a questo suo aver accolto la pienezza dello Spirito che è stato effuso in abbondanza, lo stesso Spirito viene effuso anche su di noi. Giustamente la pagina di Isaia ci fa cantare con soddisfazione “Consolate, consolate il suo popolo e parlate al cuore di Gerusalemme, perché è finita la sua tribolazione, la sua colpa è scontata, perché ha ricevuto dalla mano del Signore una grazia sovrabbondante“».

Per monsignor Tommaso Valentinetti, è questo il mistero d’amore che si completa nella realtà del Battesimo del Signore: «È un mistero d’amore che abbiamo contemplato nella natività – ricorda l’arcivescovo di Pescara-Penne -, è un mistero d’amore che contempliamo con la visita dei pastori, è un mistero d’amore contemplato nella visita dei magi, ma è un mistero d’amore che prende forma di una Persona che con le parole umane, con la saggezza umana, con i gesti umani, con l’amore umano ha raccontato il vero amore del Padre. Essere Figlio prediletto per raccontare l’amore del Padre, per inserirci nell’amore del Padre e per divenire tutti quanti insieme, anche noi, operatori dell’amore del Padre». Da qui l’auspicio conclusivo: «Che lo Spirito Santo – conclude l’arcivescovo Valentinetti – illumini la Chiesa, popolo puro ben disposto nelle opere buone, e sappia portare questa gioia dello Spirito fino agli estremi confini della terra».

About Davide De Amicis (3929 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Dal 2010 è redattore del portale La Porzione.it e dal 2020 è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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