"Abbiamo creato una cultura - denuncia il Papa - che, da una parte, idolatra la giovinezza cercando di renderla eterna, ma, paradossalmente, abbiamo condannato i nostri giovani a non avere uno spazio di reale inserimento, perché lentamente li abbiamo emarginati dalla vita pubblica obbligandoli a emigrare o a mendicare occupazioni che non esistono o che non permettono loro di proiettarsi in un domani"
"Per la comunità aquilana - scrive monsignor Petrocchi - questo è il tempo della laboriosità, della ripresa, della saggezza e della prossimità, dimensioni che debbono essere declinate al presente, ma ancora meglio in prospettiva dell’avvenire"
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