"Noi stessi, noi cristiani - afferma Alan Di Liberatore -, dovremmo indicare la luce di Cristo nella nostra prassi. Tanto è stato fatto, tanto abbiamo ancora da fare. Troppe sono le ferite della diffidenza tra le tradizioni, troppa la presunzione di avere - da parte di tutti - un pezzo della verità. Ma Cristo, per fortuna, non ci ha lasciato un'idea filosofica, un manuale. La cura, fare il bene, non ci è stata data come una regola, ma con una persona. Questa è la vostra specificità, questa è la specificità di tutta la Chiesa universale che riconosce la Signoria di Cristo"
"Fare il punto sul nostro cammino di fedeltà al rinnovamento promosso dal Concilio e aprire nuove strade all’annuncio del Vangelo: «Questo lo scopo del nostro appuntamento fiorentino - precisa il presidente del Comitato preparatorio -, per rispondere all’invito al discernimento comunitario suggerito dal Papa ai vescovi italiani, nell’assemblea del maggio 2014"
"È importante - spiega Padre Ciro Benedettini, direttore de L'Eco di San Gabriele - che questa occasione sia reale, genuina, sentita. È un momento importante, perché spinge i giovani a riflettere sulla loro vita, sulle decisioni che devono prendere. E questo, senza rinunciare all’aspetto goliardico"
Nell'ultimo periodo della sua attività letteraria, Kierkegaard scrisse discorsi religiosi che vogliono essere "cura dell'anima", tentativo di indicare una via d'uscita alla disperazione del vivere. Un "altro" Kierkegaard, meno noto e tradotto, alla luce del quale invece andrebbe riletta la sua intera opera.
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