"Dio ci guarda così - spiega il Papa -. Non vede in noi degli sbagli irrimediabili, ma vede dei figli che sbagliano. Cambia l’ottica, non si concentra sugli sbagli, ma sui figli che sbagliano. Dio distingue sempre la persona dai suoi errori. Salva sempre la persona. Crede sempre nella persona ed è sempre pronto a perdonare gli errori. Sappiamo che Dio perdona sempre. E ci invita a fare lo stesso a non ricercare negli altri il male, ma il bene"
"Il Concilio Vaticano II ci ha aiutato a portare il Cammino nelle parrocchie - ricorda Eusebio Astasio, catechista itinerante del Cammino neocatecumanale -. Cosa sarebbe stata la nostra vita senza se non avessimo creduto in Gesù Cristo?! Il nostro matrimonio, i nostri figli. Molti non sarebbero nati. Lui ci ha amato, ci ama, ci ama enormemente. Questa sera non solo ringraziamo il Signore, ma Lui viene ad aiutarci. Se abbiamo davanti una croce, una cosa oscura che non capiamo, una situazione che ci fa soffrire, entriamo in questa croce, sapendo che Dio è fedele, che non ci abbandonerà, che ci ha aiutato sempre, anche questa volta ci aiuterà. Che questa Eucaristia sia un’occasione non per guardare indietro, ma per guardare avanti. Il Signore ha fatto ogni cosa, noi siamo tutti servi inutili. Il Signore Gesù è magnifico, è fenomenale, è santo, santo, santo. A Lui La gloria, Amen"
"Se c’è un’esperienza che si porta a casa tutte le volte che si va alla Grotta di Massabielle, alla Grotta di Lourdes - confida l'arcivescovo Valentinetti -, è quella di una pace interiore e di una gioia interiore. Forse molti vanno per chiedere il dono della salute, altri la guarigione. Tanti altri per chiedere la conversione dei propri peccati, dei propri difetti. Ma una cosa è certa, si torna a casa consolati"
"Si tratta - spiega Papa Francesco - di un declino progressivo delle facoltà spirituali che causa gravi handicap alla persona, facendola diventare incapace di svolgere alcuna attività autonoma"