"Nessuno escluso - ammonisce il Papa -. Le diocesi, le parrocchie, gli istituti di vita consacrata, le associazioni e i movimenti, come i singoli cristiani, tutti siamo chiamati ad accogliere i fratelli e le sorelle che fuggono dalla guerra, dalla fame, dalla violenza e da condizioni di vita disumane. Tutti insieme siamo una grande forza di sostegno per quanti hanno perso patria, famiglia, lavoro e dignità"
"Lavare le mani con il sapone – sottolinea Francesco Samengo, presidente Unicef - è una delle cose più concrete e meno care che si possano fare per proteggere noi stessi e gli altri dal coronavirus, così come da diverse altre malattie infettive. Ma per miliardi di persone, anche questa azione semplicissima non è possibile"
"La Chiesa - ribadisce monsignor Valentinetti - deve chinarsi di fronte al carisma della vita religiosa, ricercandolo affinché torni al centro del proprio cammino di fede. Una Chiesa che comincia a perdere il gusto della vita religiosa è una Chiesa in pericolo, perché non riesce più ad esprimere la totalità della consacrazione della propria persona a Dio, e ai fratelli, nella castità, nella povertà e nell’obbedienza"
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