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“Non si esce dalla crisi col sovraindebitamento delle famiglie”

A dichiararlo è la Consulta nazionale Antiusura

La famiglia è una piccola cellula della nostra società, anzi è il vero e proprio motore e cuore pulsante della stessa. Questo nucleo, di fatto, unisce da sempre più individui vincolati da un rapporto di parentela,in una convivenza utile all’aiuto e al completamento reciproci. Essa svolge la sua azione formatrice in modo più naturale e spontaneo,tramite abitudini,comportamenti e credenze che regolano le azioni della vita quotidiana.

  L’importanza del ruolo che espleta, è costantemente evidenziata dai vari strati della nostra società. La famiglia costituisce insomma la base di partenza nel ciclo vitale di ogni individuo. Tuttavia, l’esistenza della testata d’angolo della  collettività, viene costantemente minata dalla dilagante crisi economica che la sta colpendo. Risultato: le famiglie sono sempre più indebitate. Ma quali sono le cause di questa preoccupante situazione, o per meglio dire condizione? Tutto ciò sembra essere un circolo vizioso. È una nota della Consulta nazionale Antiusura stilata e diffusa al termine di un convegno, organizzato dalla Onlus stessa e dalla Fondazione Antiusura durante la Fiera del Levante a far suonare un campanello d’allarme sulla questione.

 «Non si può uscire dalla crisi economica – si legge nella nota- se non si risolve il grande tema del sovraindebitamento delle famiglie italiane» L’azzardo a detta della Consulta è una delle cause: «Con una politica programmata- afferma Maurizio Fiasco, Consulente della Consulta nazionale Antiusura-  che offra una possibilità di pareggio di bilancio, ponendo la garanzia dello Stato, l’impegno del sistema di welfare e la partecipazione comunitaria, sull’esempio della metodologia delle Fondazioni antiusura, e accompagnando le famiglie ad adottare un piano fattibile di ‘rientro’, è possibile individuare una strategia d’uscita». 

A fare il bilancio dell’esperienza delle fondazioni antiusura, il presidente nazionale della Consulta, monsignor Alberto D’Urso: «Alle nostre fondazioni si rivolgono migliaia e migliaia di persone indebitate – spiega – che hanno bisogno di aiuto che viene sempre assicurato grazie alla opera di tanti volontari che riempiono i vuoti che le istituzioni non riescono a coprire. C’è bisogno di interlocutori sensibili e formati attenti del mondo politico e delle istituzioni che davvero intendono perseguire il bene comune e della persona dando vita a una economia di comunione e di solidarietà, alla quale ci esorta anche Papa Francesco». 

Per quanto concerne la piaga sociale del gioco d’azzardo, si è discusso del decreto dignità che vieta la pubblicità del gioco sui media, ma Attilio Simeone, coordinatore nazionale del Cartello “Insieme Contro l’Azzardo”, ha affermato che: «Il decreto dignità traccia la strada ma non ci soddisfa. Sono necessari interventi strutturali per abbattere il consumo. È ora di rivedere le convenzioni con le concessionarie». Dunque, sbrogliare questa matassa è d’importanza vitale. Occorre farlo con tempestività e concretezza perché in gioco c’è il cuore della nostra società, ossia la famiglia. E senza famiglia non c’è futuro.

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