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“Siate angeli, non visti, forse non capiti, ma angeli”

Sono le parole che Monsignor Valentinetti ha dedicato ai volontari delle Caritas parrocchiali della diocesi riuniti al Santuario del Beato Nunzio per l’avvio dell’Anno Pastorale 2018/2019

Il gruppo dei volontari delle Caritas parrocchiali presenti alla giornata

Si è tenuta sabato 29 settembre, presso il Santuario del Beato Nunzio Sulprizio, a Pescosansonesco, la “Giornata di fraternità per gli operatori della carità” che di fatto ha inaugurato il nuovo anno Pastorale per i volontari delle Caritas parrocchiali.

«Voi siete angeli visibili che date sollievo e che si aggirano per il mondo, protetti dagli angeli invisibili – esordisce nella sua omelia l’Arcivescovo Tommaso Valentinetti rivolgendosi ai 140 volontari provenienti da tutte le parrocchie della diocesi – Camminate nel mondo per rendere bellissimo il Corpo di Cristo Glorioso. Questo è il mandato che la Chiesa diocesana vi consegna, insieme ad una grande responsabilità, quella dell’educazione, dell’accompagnamento, perché la fede deve essere trasmessa, un fede fatta di vita».

Mons. Valentinetti durante la celebrazione

Essere alla sequela di Dio, come Monsignor Valentinetti ha avuto già modo di ricordare durante il convegno diocesano del 31 agosto scorso per non perdere di vista il legame tra Fede e quotidianità delle nostre azioni «Il rischio è lo scollamento tra religione, fede e vita – continua il presule – La fede è educativa. Bisogna educare la comunità alla carità. Siate angeli, non visti, forse non capiti, ma angeli».

“Educare”, Questo il tema dell’Anno Pastorale 2018/2019. La scelta di svolgere la giornata nel Santuario del Beato Nunzio, prossimo alla canonizzazione del 14 ottobre, ben sia accorda col tema scelto «Il Giovane Nunzio ha educato anche gli adulti con la sua stessa vita – evidenzia Don Marco Pagniello, direttore della Caritas diocesana Pescara-Penne durante il suo intervento – se educare significa tirar fuori ciò che già è dentro, allora la prima forma di educazione è alla Santità».

Don Marco Pagniello, direttore Caritas Pescara-Penne

Il senso dell’educare non è dato solo dal trasmettere univocamente qualcosa agli altri, ma educare noi stessi all’incontro con i poveri, lasciarci educare da loro «Importante è coinvolgere tutta la comunità parrocchiale, perché la carità è insita nella chiamata di tutti noi – prosegue Don Pagniello – i poveri, secondo questo modo di amare, non sono semplicemente da servire ma da includere, da “portare dentro”, far si che facciano parte della nostra vita! Questo significa “uscire da noi”, dai nostri schemi, dai nostri giudizi: stare con i poveri significa scoprire il nostro vero volto!».

Essere educatori non è operazione meccanica, non si può essere mestieranti dell’educare. Educare non è semplicemente insegnare o trasferire conoscenze, infatti, prendendo in prestito le parole di Sant’Alberto Hurtado, il direttore della Caritas diocesana ricorda che «E’ più facile insegnare che educare; perché per insegnare basta sapere, per educare occorre essere».

 

 

 

 

About Giannicola D'Angelo (39 Articles)
Laureato in Sociologia presso l'Università degli Studi "G. D'Annunzio" di Chieti, si occupa di comunicazione, studi sociali e Osservatorio povertà e risorse della diocesi Pescara-Penne.