"Questa nuova opera segno si prefigge - spiega don Marco Pagniello - di aiutare coloro che decideranno di mettere un punto all’interno della loro storia, aiutandoli a voltare pagina consapevoli che questo riuscirà solo se le persone si metteranno in discussione, decidendo di vivere una vita diversa, bella"
"Abbiamo voluto proporre questo tipo di esperienza - premette don Domenico Di Pietropaolo, direttore dell’ufficio diocesano di Pastorale Giovanile -, perché il pellegrinaggio è il cammino percorso da ognuno per dare un senso alla propria vita e serve a comprendere ciò che il Signore ci mette nel cuore, oltre che per metterci in gioco con le eventuali difficoltà che possiamo incontrare"
Ogni elemento delle opere è una metafora del passaggio tra due dimensioni: quella fisica e quella immateriale, spirituale. Non c’è un’opposizione tra le due, ma continuità. Così come nella tradizione teologica, da Agostino a Tommaso d’Aquino, il visibile non è negato, ma assunto come segno di ciò che lo trascende.
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