"Il Concilio ci ricorda che la Chiesa, a immagine della Trinità, è comunione – osserva il Papa -. Il diavolo, invece, vuole seminare la zizzania della divisione. Non cediamo alle sue lusinghe, non cediamo alla tentazione della polarizzazione. Quante volte, dopo il Concilio, i cristiani si sono dati da fare per scegliere una parte nella Chiesa, senza accorgersi di lacerare il cuore della loro Madre! Quante volte si è preferito essere “tifosi del proprio gruppo” anziché servi di tutti, progressisti e conservatori piuttosto che fratelli e sorelle, “di destra” o “di sinistra” più che di Gesù; ergersi a “custodi della verità” o a “solisti della novità”, anziché riconoscersi figli umili e grati della santa Madre Chiesa"
"In questo quadro - sottolinea il cardinal Bagnasco -, noi crediamo nella famiglia che nasce dall’ unione stabile tra un uomo e una donna, potenzialmente aperta alla vita. Un’unione che costituisce un bene essenziale per la stessa società e che - come tale - non è equiparabile ad altre forme di convivenza"
"È una festa che si radica nella storia di Castellamare Adriatico dal 1757 - ricorda Padre Vincenzo Di Marcoberardino -, quando il vescovo di allora consacrò la chiesa della Madonna dei Sette dolori e ordinò che venisse celebrata ogni anno in tale ricorrenza una festa"
"Tutti noi vogliamo bene a Gesù, tutti vogliamo seguirlo - osserva il Papa -, ma dobbiamo essere sempre vigilanti per rimanere sulla sua strada. Perché con i piedi, con il corpo possiamo essere con lui, ma il nostro cuore può essere lontano, e portarci fuori strada. Così, ad esempio, il rosso porpora dell’abito cardinalizio, che è il colore del sangue, può diventare, per lo spirito mondano, quello di una eminente distinzione. Pensiamo a tanti genere di corruzione nella vita sacerdotale"