"Ricominciamo – osserva il patriarca ecumenico Bartolomeo - con l’affermare ciò che la pandemia ha reso più evidente. L’appartenenza all’unica famiglia umana di tutti i popoli della terra e l’attenzione per la creazione. È pertanto indispensabile che tutti assieme riconosciamo, a tutti i livelli, non solo il concetto di diritti umani, ma la appartenenza all’unica umanità, con tutte le sue specificità, culture e identità"
"Dovremmo aiutare le gestanti in difficoltà, incoraggiare e favorire l’istituto della famiglia – ammonisce Luigi Gigli, presidente nazionale del Movimento per la vita -. Invece, con scarsa lungimiranza, continuiamo a tassare il single, a parità di reddito, allo stesso modo del padre di una famiglia numerosa; spendiamo risorse per fare dell’aborto un diritto da reclamare sotto casa; preferiamo investire sulla fecondazione eterologa e occuparci di unioni civili, come se quest’ultime potessero risollevare la crisi demografica"
"Occorre ragionare per piccoli progetti - sottolinea don Michele Falabretti -, magari progetti che crescono un po’ per volta, e fare piccoli passi. Abitare questo tempo richiede fatica, ma va fatto, in libertà, con coraggio e insieme"
Sarà cruciale la politica migratoria sostenuta dai Paesi Bassi, che dall'1 gennaio scorso hanno assunto la Presidenza di turno dell'Unione europea, ma in Parlamento gli eurodeputati olandesi sono divisi: "La prima cosa da fare - osserva l’eurodeputata Esther de Lange, del Partito popolare europeo - è lavorare per un controllo delle nostre frontiere terrestri e marittime". "La chiusura delle frontiere - ribatte Paul Tang, eurodeputato olandese del gruppo Socialisti e democratici - non costituirà un progresso per affrontare il nodo dell’immigrazione"
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