"Occorre una bioetica globale – sollecita monsignor Paglia -, improntata all’etica della fraternità, per affrontare le sfide delle cosiddette tecnologie emergenti e convergenti – ossia le nanotecnologie, le biotecnologie, le tecnologie dell’informazione e le scienze cognitive – ed evitare sia il rischio del riduzionismo dell’umano, sia l’altro ancor più pericoloso di sostituzione dell’umano"
"No ad un Consiglio pastorale parrocchiale - ammonisce l'arcivescovo Valentinetti - che si riunisce una o due volte l’anno, per decidere gli itinerari delle processioni o le vesti per la prima comunione. Quello che deve decidere costantemente è relativo alla dimensione dell’ascolto della realtà che lo circonda, della città, del quartiere che circonda la parrocchia, ponendosi in ascolto soprattutto delle angosce e della speranze degli uomini che devono interpellarci"