"I cristiani nella storia si sono inventati tante cose - ricorda Giuseppe Notarstefano -, le scuole, gli ospedali, le università. In fondo, sono state intuizioni che partivano dalla capacità di dare forma a delle opere di misericordia. Ecco, questo è un tempo in cui i cristiani devono immaginare delle forme di fraternità, di condivisione dove davvero si possa immaginare una civiltà più ospitale e più fraterna"
"L’arcivescovo – spiega De Martinis - si è complimentato per la cura e la gestione con cui l’amministrazione comunale sta portando avanti il cimitero e ha molto apprezzato anche la chiesa che stiamo per ultimare, dando un suggerimento sulla suddivisione della struttura, da adoperare come luogo nella parte dell’obitorio da dedicare per l’ultimo saluto riservato ai defunti, mentre nella parte principale per la preghiera"
"Che questa celebrazione – commenta il cardinale Robert Sarah – è che questa celebrazione, estesa a tutta la Chiesa, ricordi a tutti i discepoli di Cristo che, se vogliamo crescere e riempirci dell’amore di Dio, bisogna radicare la nostra vita su tre realtà: la Croce, l’Ostia e la Vergine – Crux, Hostia et Virgo. Questi sono i tre misteri che Dio ha donato al mondo per strutturare, fecondare, santificare la nostra vita interiore e per condurci verso Gesù Cristo"
"Se troviamo le condizioni per rilanciare e addirittura rafforzare il tema del riarmo – denuncia monsignor Benoni Ambarus, presidente di Caritas italiana -, allora non può mancare lo spazio per affrontare il tema della dignità delle persone. Non possiamo definirci una società autenticamente civile se troviamo risorse per le armi e non per l’umanità. È una questione di civiltà. Ma il sostegno economico e l’accompagnamento delle persone devono procedere insieme. Aumentare il reddito senza affiancare le persone in un percorso di crescita e inclusione, non basta a risolvere il problema della povertà"
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