"Sono presidi di Vangelo nei contesti più vari e impegnativi, anche in mezzo ai conflitti – attesta il Santo Padre -. Non se ne vanno; non scappano. Rimangono, spoglie di tutto, per essere richiamo, più eloquente di mille parole, alla sacralità inviolabile della vita nella sua più nuda essenzialità, anche là dove tuonano le armi e dove sembrano prevalere la prepotenza, l’interesse e la violenza"
Domenica mattina la Santa messa solenne delle ore 9, presieduta dal parroco Padre Costante Baron, seguita dalla solenne processione dell’effige del santo che dopo l’uscita dalla chiesa, e aver attraversato via Bologna, via Venezia, via Gobetti e via Buozzi, giungerà sul Lungomare Matteotti per essere issata sul motopesca “Riviera” degli armatori Massimo Camplone e Massimo Terra. A questo punto avrà inizio la suggestiva processione in mare, seguita da 50 imbarcazioni
"San Camillo - ricorda monsignor Valentinetti -, ai suoi tempi, ha visto una marea di persone abbandonate a se stesse, che non venivano curate da nessuno e lui si piegò su queste sofferenze, dolori e afflizioni. È stato capace di comprendere che quella parola di Gesù nel Vangelo di Matteo, “Ogni volta che avete fatto una di queste cose, l’avete fatta a me”, era vera a tal punto che mentre accudiva i malati, San Camillo molte volte ha avuto la grazia di vedere il volto di Gesù nei loro volti"
"Occorre - ricorda il Papa - proteggere le famiglie che affrontano diverse minacce, affinché possano testimoniare la bellezza della famiglia nel progetto di Dio e occorre anche difenderle dalle nuove colonizzazioni ideologiche, che attentano alla sua identità e alla sua missione"
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