Orti d’oro: “Per contrastare l’isolamento degli anziani al tempo della pandemia”
"Con la seconda ondata della pandemia - sottolinea Antonella Allegrino -, avere questo tipo di impegno rappresenta per loro un'occasione di svago e benessere psicofisico. Negli orti possono rispettare il distanziamento sociale, mantenersi attivi e coltivare la passione per la terra, che diventa un'occasione per combattere la solitudine"
Gli orti urbani, per gli anziani soli, rappresentano un valore aggiunto anche al tempo della pandemia di Coronavirus Covid-19. Lo ha dimostrato ieri l’associazione Domenico Allegrino che ieri mattina, nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale e con l’ausilio dei dispositivi di protezione previsti dalla normativa anti Covid, ha tenuto la tradizionale cerimonia di consegna annuale degli “Orti d’oro Domenico Allegrino”, che hanno festeggiato i 15 anni di vita. Un’iniziativa che continua a distinguersi per la risposta concreta che dà al bisogno di sostegno, anche economico, che proviene dalla fascia della popolazione pescarese appartenente alla terza e quarta età. I campi, ognuno con il nome di valore, vengono attribuiti ad over 65 che hanno tempo ed esperienza per mettersi alla prova, coltivando un orto anche senza averlo mai fatto prima, per poi godere dei frutti del proprio impegno.
Sono 51 i campi a disposizione, da 75 metri quadri l’uno in via Fosso Cavone e via Lagonegro, che la fondatrice dell’associazione Antonella Allegrino ha assegnato ad altrettanti ortolani: «Quest’anno – afferma la Allegrino – l’iniziativa ha assunto un ulteriore rilievo perché l’emergenza Covid sta mettendo a dura prova la serenità degli anziani, soprattutto di coloro che vivono da soli. Durante il lockdown, la coltivazione dei campi messi a disposizione dalla nostra onlus è stata una risorsa per occupare il tempo e stare un po’ all’aria aperta. Ora, con la seconda ondata della pandemia, avere questo tipo di impegno rappresenta per loro un’occasione di svago e benessere psicofisico. Negli orti possono rispettare il distanziamento sociale, mantenersi attivi e coltivare la passione per la terra, che diventa un’occasione per combattere la solitudine. C’è anche un risvolto di carattere economico perché gli ortaggi coltivati possono essere raccolti e riportati a casa, risparmiando sulla spesa quotidiana. È un progetto che portiamo avanti con impegno e orgoglio sia per i risultati che continua a dare, sia perché è l’unico del Centro Sud Italia realizzato da un soggetto privato, visto che gli altri sono di carattere pubblico».