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Lettorato e Accolitato aperti anche alle donne

"Se rispetto ai ministeri ordinati la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale, per i ministeri non ordinati è possibile, e oggi appare opportuno, superare tale riserva."

Lo ha deciso Papa Francesco riflettendo sulla distinzione tra ministeri “ordinati” e ministeri “istituiti”

Stamattina la Santa Sede ha reso nota la decisione di Papa Francesco che i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato siano d’ora in poi aperti anche alle donne. È stato dunque pubblicato il testo della Lettera Apostolica Spiritus Dominifirmata ieri dal Santo Padre Francesco e con la quale si dispone la modifica delle disposizioni del Codice di Diritto Canonico – accompagnato da una lettera al Cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede per meglio specificare il provvedimento.

«Lo Spirito del Signore Gesù, sorgente perenne della vita e della missione della Chiesa, distribuisce ai membri del popolo di Dio i doni che permettono a ciascuno, in modo diverso, di contribuire all’edificazione della Chiesa e all’annuncio del Vangelo. Questi carismi, chiamati ministeri in quanto sono pubblicamente riconosciuti e istituiti dalla Chiesa, sono messi a disposizione della comunità e della sua missione in forma stabile. – scrive il Pontefice – In alcuni casi il ministero ha la sua origine in uno specifico sacramento, l’Ordine sacro: si tratta dei ministeri “ordinati”, del vescovo, del presbitero, del diacono. In altri casi il ministero è affidato, con un atto liturgico del vescovo, a una persona che ha ricevuto il Battesimo e la Confermazione e nella quale vengono riconosciuti specifici carismi, dopo un adeguato cammino di preparazione: si parla allora di ministeri “istituiti”». Questi ultimi, spiega Papa Francesco, «sono stati istituiti nella Chiesa e affidati mediante un rito liturgico non sacramentale a singoli fedeli, in virtù di una peculiare forma di esercizio del sacerdozio battesimale, e in aiuto del ministero specifico di vescovi, presbiteri e diaconi».

I ministeri istituiti, dunque, «sono espressioni particolari della condizione sacerdotale e regale propria di ogni battezzato»; mentre quelli ordinati «sono propri di alcuni fra i membri del popolo di Dio che in quanto vescovi e presbiteri ricevono la missione e la facoltà di agire nella persona di Cristo Capo o in quanto diaconi vengono abilitati a servire il popolo di Dio nella diaconia della liturgia, della parola e della carità. – ha distinto il Santo Padre – È bene in ogni caso ribadire, con la Costituzione dogmatica Lumen Gentium del Concilio Vaticano II, che essi “sono ordinati l’uno all’altro; l’uno e l’altro infatti, ciascuno a suo modo, partecipano dell’unico sacerdozio di Cristo”. La vita ecclesiale si nutre di tale reciproco riferimento ed è alimentata dalla feconda tensione di questi due poli del sacerdozio, ministeriale e battesimale, che pur nella distinzione si radicano nell’unico sacerdozio di Cristo».

«La Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio Ministeria quaedam configura due uffici (compiti), quello del Lettore e quello dell’Accolito, il primo strettamente connesso al ministero della Parola, il secondo al ministero dell’Altare. – ha ricordato Papa Francesco – Per secoli la “venerabile tradizione della Chiesa” ha considerato quelli che venivano chiamati “ordini minori” – fra i quali appunto il Lettorato e l’Accolitato – come tappe di un percorso che doveva portare agli “ordini maggiori” (Suddiaconato, Diaconato, Presbiterato). Essendo il sacramento dell’Ordine riservato ai soli uomini, ciò era fatto valere anche per gli ordini minori».

«Tuttavia, in tempi recenti e in molti contesti ecclesiali, è stato rilevato che sciogliere una tale riserva potrebbe contribuire a manifestare maggiormente la comune dignità battesimale dei membri del popolo di Dio. – ha illustrato il Santo Padre – Alcune Assemblee del Sinodo dei Vescovi hanno evidenziato la necessità di approfondire dottrinalmente l’argomento, in modo che risponda alla natura dei suddetti carismi e alle esigenze dei tempi, offrendo un opportuno sostegno al ruolo di evangelizzazione che spetta alla comunità ecclesiale. Anche una consolidata prassi nella Chiesa latina ha confermato, infatti, come tali ministeri laicali, essendo basati sul sacramento del Battesimo, possono essere affidati a tutti i fedeli, che risultino idonei, di sesso maschile o femminile, secondo quanto già implicitamente previsto» dalle disposizioni del Diritto Canonico.

«Se rispetto ai ministeri ordinati la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale, per i ministeri non ordinati è possibile, e oggi appare opportuno, superare tale riserva. – ha chiarito Papa Francesco – Questa riserva ha avuto un suo senso in un determinato contesto ma può essere ripensata in contesti nuovi, avendo però sempre come criterio la fedeltà al mandato di Cristo e la volontà di vivere e di annunciare il Vangelo trasmesso dagli Apostoli e affidato alla Chiesa perché sia religiosamente ascoltato, santamente custodito, fedelmente annunciato».

«Per tali motivi, ho ritenuto opportuno stabilire che possano essere istituti come Lettori o Accoliti non solo uomini ma anche donne, nei quali e nelle quali, attraverso il discernimento dei pastori e dopo una adeguata preparazione, la Chiesa riconosce la ferma volontà di servire fedelmente Dio e il popolo cristiano – ha stabilito il Pontefice – Di conseguenza, dopo aver sentito il parere dei Dicasteri competenti, dispongo che il canone 230 paragrafo 1 del Codice di Diritto Canonico abbia in avvenire la seguente redazione:

“I laici che abbiano l’età e le doti determinate con decreto dalla Conferenza Episcopale, possono essere assunti stabilmente, mediante il rito liturgico stabilito, ai ministeri di lettori e di accoliti; tuttavia tale conferimento non attribuisce loro il diritto al sostentamento o alla rimunerazione da parte della Chiesa”.

«La scelta di conferire anche alle donne questi uffici, che comportano una stabilità, un riconoscimento pubblico e il mandato da parte del vescovo, rende più effettiva nella Chiesa la partecipazione di tutti all’opera dell’evangelizzazione. – ha proseguito il Santo Padre – Questo fa anche sì che le donne abbiano un’incidenza reale ed effettiva nell’organizzazione, nelle decisioni più importanti e nella guida delle comunità ma senza smettere di farlo con lo stile proprio della loro impronta femminile».

«Sarà compito delle Conferenze Episcopali stabilire adeguati criteri per il discernimento e la preparazione dei candidati e delle candidate ai ministeri del Lettorato o dell’Accolitato, o di altri ministeri che riterranno istituire, previa approvazione della Santa Sede e secondo le necessità dell’evangelizzazione nel loro territorio» ha concluso il Santo Padre Francesco.

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Classe 2000, è di Torre de' Passeri. Ha conseguito il diploma con lode al Liceo Scientifico di Popoli. Studia Giurisprudenza presso l'Università LUMSA di Roma.