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Famiglia: “È nucleo vitale della società, merita politiche di sostegno”

"Finalmente – commenta il Papa - in Italia si è deciso di trasformare in legge un assegno, definito unico e universale, per ogni figlio che nasce. Questo assegno venga incontro ai bisogni concreti delle famiglie, che tanti sacrifici hanno fatto e stanno facendo, e segni l’avvio di riforme sociali che mettano al centro i figli e le famiglie. Se le famiglie non sono al centro del presente, non ci sarà futuro; ma se le famiglie ripartono, tutto riparte"

Lo ha affermato oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nella Giornata internazionale della famiglia

Sergio Mattarella, presidente della Repubblica

Nell’odierna Giornata internazionale della famiglia, proclamata dall’Onu, è stato dapprima il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a ribadirne l’importanza: «La famiglia – afferma – è nucleo vitale della società. L’articolo 29 della Costituzione ne riconosce espressamente il carattere di società naturale preesistente allo Stato e ne afferma i diritti. Luogo di condivisione e trasmissione dei valori, segna il rapporto tra le generazioni ed è al centro dello sviluppo dei sentimenti della comunità, oltre a rappresentare elemento centrale della sua continuità. Una ricorrenza, quella di quest’oggi, che per il Capo dello Stato ha una funzione precisa: «Richiama alla necessità di riflettere, in modo approfondito – sottolinea Mattarella -, sui problemi concreti delle famiglie, sulle misure necessarie per ridurre il divario che conduce tante persone alla povertà e all’esclusione. Primo e più efficace elemento di equilibrio sul piano sociale, la famiglia merita politiche di sostegno, nella consapevolezza del ruolo che svolge anche al fondamentale fine della ripresa della natalità».

Inoltre, secondo il presidente della Repubblica, una grande attenzione va riservata ai giovani: «I quali – aggiunge – hanno diritto di attuare i loro progetti di vita, assicurando così anche l’avvenire del Paese». Quindi un riferimento all’emergenza sanitaria: «Veniamo da una stagione drammaticamente segnata dalla pandemia – ricorda osserva il presidente -. Le famiglie – che sono state una delle frontiere più avanzate della resilienza – sono state colpite da lutti, sofferenze e dalle pesanti conseguenze sociali causate dalle inevitabili misure di contenimento. Questo aspetto accresce la necessità di attenzione nei loro confronti per realizzare una efficace ripartenza».

Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato

Sulla stessa linea si è posta anche la seconda carica dello Stato, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati: «Le famiglie – riconosce – sono il primo e insostituibile nucleo di crescita e di formazione nella nostra società. Rappresentano da sempre la vera spina dorsale dell’Italia. Durante l’emergenza pandemica – osserva la seconda carica dello Stato – sono state un argine straordinario alla crisi ma hanno pagato un tributo altissimo in termini di limitazioni, disagi economici, sofferenze, nuove fragilità. Oggi devono essere i pilastri della ricostruzione del Paese». Quindi la Casellati ha rilanciato le priorità da realizzare per il bene delle famiglie: «Dare a tutti l’opportunità di costruire un progetto di vita familiare – ammonisce – dev’essere un imperativo categorico. Lavoro per le donne, certezze per i giovani, incentivi alla natalità, servizi sociali per l’infanzia. Solo investendo su questi fronti si potrà arrestare l’inverno demografico e costruire le basi per un futuro fatto di progresso, giustizia sociale, benessere».

L’intervento del premier Mario Draghi agli Stati generali della natalità – Foto Siciliani-Gennari/Sir

Prese di posizione importanti, queste ultime, già raccolte dal Governo come dimostrato ieri dal presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi nel suo intervento agli Stati generali della natalità, promossi dal Forum nazionale delle associazioni familiari, che si sono svolti all’Auditorium Conciliazione di Roma: «Un’Italia senza figli – ha constatato il premier – è un’Italia che non ha posto per il futuro, è un Italia che lentamente finisce di esistere. Per il Governo questo è un impegno prioritario. Il Governo si sta impegnando come sapete su molti fronti per aiutare le coppie e le giovani donne… Al sostegno economico diretto delle famiglie con figli è dedicato l’assegno unico universale. Dal luglio di quest’anno la misura entrerà in vigore per i lavoratori autonomi e i disoccupati, che oggi non hanno accesso agli assegni familiari. Nel 2022 la estenderemo a tutti gli altri lavoratori, che però anche nell’immediato vedranno un aumento degli assegni esistenti. Le risorse complessivamente a bilancio ammontano ad oltre 21 miliardi di euro, di cui almeno sei aggiuntivi rispetto agli attuali strumenti di sostegno per le famiglie e, come ho detto al presidente De Palo (presidente del Forum delle associazioni familiari), si può star tranquilli anche per gli anni a venire che l’assegno unico ci sarà. È una di quelle trasformazioni epocali su cui non è che ci si ripensi l’anno dopo».

L’intervento di Papa Francesco agli Stati generali della Natalità

Una misura, quella annunciata dal presidente del Consiglio Draghi, sostenuta anche da Papa Francesco anch’egli intervenuto agli Stati generali della natalità: «Finalmente – commenta il Papa – in Italia si è deciso di trasformare in legge un assegno, definito unico e universale, per ogni figlio che nasce. Questo assegno venga incontro ai bisogni concreti delle famiglie, che tanti sacrifici hanno fatto e stanno facendo, e segni l’avvio di riforme sociali che mettano al centro i figli e le famiglie. Se le famiglie non sono al centro del presente, non ci sarà futuro; ma se le famiglie ripartono, tutto riparte». Insomma, per il Pontefice, non c’è avvenire senza la famiglia: «Perché il futuro sia buono – ha avvertito -, occorre prendersi cura delle famiglie, in particolare di quelle giovani, assalite da preoccupazioni che rischiano di paralizzarne i progetti di vita».

In seguito Papa Bergoglio ha individuato le criticità dell’Italia: «Penso allo smarrimento per l’incertezza del lavoro – osserva -, penso ai timori dati dai costi sempre meno sostenibili per la crescita dei figli: sono paure che possono inghiottire il futuro, sono sabbie mobili che possono far sprofondare una società. Penso anche, con tristezza, alle donne che sul lavoro vengono scoraggiate ad avere figli o devono nascondere la pancia. Com’è possibile che una donna debba provare vergogna per il dono più bello che la vita può offrire? Non la donna, ma la società deve vergognarsi, perché una società che non accoglie la vita smette di vivere. I figli sono la speranza che fa rinascere un popolo!».

Gigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari

Interventi, questi, che sono stati accolti con soddisfazione dal Forum delle associazioni familiari: «I messaggi del capo dello Stato Sergio Mattarella e del presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati – conclude il presidente del Forum Gigi De Palo -, nel rimarcare l’importanza e il ruolo essenziale svolto dalle famiglie e dai figli per assicurare un domani alla nostra società e quello avuto nel corso della pandemia di Covid-19, c’incoraggiano nel continuare a scommettere sulla possibilità di far ripartire la natalità in Italia e nell’impegno per costruire per le nuove generazioni un futuro migliore. Contestualmente, il nostro grazie va anche al presidente del Consiglio Mario Draghi, per le parole chiare e forti pronunciate durante la prima edizione degli Stati generali della natalità. Da ieri si è creata una situazione nuova e speriamo positivamente irreversibile nel Paese: tutti hanno compreso che la natalità è la nuova questione sociale».

About Davide De Amicis (3607 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa metropolitana di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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