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Fumatori: “In Italia 1 milione in più per lo stress da pandemia”

"Un ruolo chiave nell’aumento dei fumatori – spiega Roberta Pacifici, direttore del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Iss – lo hanno avuto i nuovi prodotti del tabacco (sigarette a tabacco riscaldato, Htp) e le e-cig. Infatti il loro uso in Italia contribuisce alla iniziazione e alla ricaduta del consumo di sigarette tradizionali e ne ostacola la cessazione, alimentando l’epidemia tabagica"

Lo ha affermato lo scienziato Silvio Garattini nella Giornata mondiale senza tabacco

La pandemia di Covid-19 ha provocato un deciso aumento di fumatori in Italia. Emerge da uno studio longitudinale dell’Istituto superiore di sanità (Iss) svolto in collaborazione con l’Istituto farmacologico Mario Negri e presentato oggi, in occasione della Giornata mondiale senza tabacco: «La pandemia – si legge nello studio – ha significativamente cambiato le abitudini degli italiani rispetto al fumo. Dopo una riduzione ad aprile 2020 rispetto a gennaio 2020 (pre lockdown) c’è stato un aumento dei fumatori a maggio 2021, con una prevalenza del 26,2% (circa 11,3 milioni) rispetto anche a novembre 2020 (24%). Non diminuisce inoltre il numero di giovani consumatori. Infatti 1 su tre tra i 14 e i 17 anni ha già avuto un contatto con il fumo di tabacco e quasi il 42% con la sigaretta elettronica».

Roberta Pacifici, direttrice del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Iss

Sono stati realizzati tre sondaggi su di un campione di 3 mila utenti, dai 18 ai 74 anni d’età, rappresentativo della popolazione italiana secondo le principali variabili socio demografiche in determinati periodi: gennaio 2020 (pre lockdown), aprile 2020 (pieno lockdown), novembre 2020 (parziale lockdown), maggio 2021 (parziali riaperture). «Un ruolo chiave nell’aumento dei fumatori – spiega Roberta Pacifici, direttrice del Centro nazionale dipendenze e doping dell’Iss – lo hanno avuto i nuovi prodotti del tabacco (sigarette a tabacco riscaldato, Htp) e le e-cig. Infatti il loro uso in Italia contribuisce alla iniziazione e alla ricaduta del consumo di sigarette tradizionali e ne ostacola la cessazione, alimentando l’epidemia tabagica».

Ci sono poi i dati specifici relativi all’iniziazione al fumo: «A novembre 2020 – prosegue l’analisi – il 4,7% dei mai fumatori di sigarette tradizionali ad aprile (durante il lockdown duro) è diventato fumatore. Infatti, mentre il 2,1% di chi non ha mai usato le e-cig è diventato fumatore di sigarette tradizionali, ben dieci volte di più – il 19,6% – di chi è un utilizzatore di e-cig è diventato anche fumatore. Similmente, mentre il 3,2% di chi non ha mai usato Htp è diventato fumatore, il 19,3% di chi è utilizzatore di Htp è diventato anche fumatore di sigarette tradizionali. E ancora il 17,2% di chi era un ex fumatore di sigarette tradizionali ad aprile durante il lockdown duro, a novembre è tornato a consumare sigarette tradizionali. Così mentre il 7,7% di chi non ha mai usato e-cig è tornato a fumare, ben il 39,1% di chi è un consumatore di e-cig è ricaduto nel consumo di sigarette tradizionali. Similmente, mentre l’11,2% di chi non ha mai usato Htp è tornato a fumare, il 58,3% di chi usa Htp è tornato anche a consumare sigarette tradizionali».

Ci sono poi i dati relativi alla cessazione: «A novembre – rileva ancora lo studio – il 14,6% degli individui che erano fumatori di sigarette tradizionali ad aprile durante il lockdown duro è riuscito a cessare e diventare ex fumatori. Il 15,4% di chi non ha mai usato e-cig è riuscito a smettere di fumare, mentre soltanto il 6,7% di chi è utilizzatore di e-cig è riuscito in questo intento. Similmente il 15,5% di chi non ha mai usato Htp è riuscito a diventare ex fumatore, mentre nessuno di chi usa Htp è riuscito a diventare ex fumatore».

Il quadro, dunque, è presto fatto: «Nelle condizioni di restrizioni delle libertà e di stress conseguenti alla pandemia – sottolinea Silvio Garattini, presidente onorario dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri -, aumentano di oltre 1 milione sia i fumatori sia le fumatrici. A maggio 2021 la prevalenza di fumatori in Italia è del 26,2% (stima di 11,3 milioni) di cui il 25,7% sono maschi (5,5 milioni) e il 26,7% sono femmine (5,8 milioni)».

Tra l’altro il numero di sigarette fumate al giorno nella rilevazione di maggio 2021 «è tornato ad essere come in situazione di pre lockdown, e mediamente di 10,8 sigarette al giorno (11,4 maschi, 10,1 femmine). A maggio 2021 usa regolarmente occasionalmente la sigaretta elettronica (e-cig) il 9% della popolazione, con un numero medio di svapate al giorno di 30. Il 65% usa più frequentemente la tipologia ricaricabile, il 22% con serbatoio grande e il 13% usa e getta. Il 67% la usa con liquidi contenenti nicotina. La percentuale di utilizzatori di e-cig pre lockdown era dell’8,1%, è salita al 9,1% ad aprile 2020 ed è rimasta tale sia novembre 2020 che a maggio 2021. A maggio 2021, inoltre, il 7% della popolazione usa regolarmente o occasionalmente la sigaretta a tabacco riscaldato (Htp). La percentuale di utilizzatori di Htp è significativamente aumentata durante la pandemia, infatti il consumo è passato dal 4,1 % di gennaio 2020, a 4,4 % di aprile 2020 sino al 7% di novembre 2020 per rimanere stabile al 7% a maggio 2021».

Infine secondo l’indagine campionaria condotta dall’Istituto superiore di sanità (Iss), in collaborazione con la Società Explora – centro di ricerca e analisi statistica di Padova – su un campione di 2.775 studenti di 14-17 anni frequentanti una scuola secondaria di secondo grado, è emerso che «il 37,5% degli intervistati ha già avuto un contatto con il fumo di tabacco e il 41,5% con la sigaretta elettronica».

About Davide De Amicis (3648 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985, laureato in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it è direttore responsabile di Radio Speranza, la radio della Chiesa metropolitana di Pescara-Penne. Dal 2007 al 2020 ha collaborato con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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